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I turisti migliori del mondo sono i giapponesi

dgmag - 8 luglio 2009
8 luglio 2009
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Tutti pazzi per i turisti giapponesi che si aggiudicano all’unanimità e per il terzo anno consecutivo, il titolo di “migliori turisti”.

Expedia ha chiesto a oltre 4.500 albergatori di tutto il mondo di stilare una classifica dei migliori e peggiori viaggiatori, valutandoli secondo le loro abitudini, caratteristiche distintive, più apprezzati e odiati usi e costumi.

Gli italiani, sbaragliati dai colleghi di ben 18 nazionalità, sono stati incoronati solo come campioni di stile. Cattiva educazione, poca disponibilità ad imparare la lingua del posto, taccagneria e la cattiva abitudine di parlare sempre troppo ad alta voce sono il vero tallone d’Achille dei turisti made in Italy.

I turisti con gli occhi a mandorla sembrano non avere rivali sull’intera scena mondiale: da una parte all’altre del globo gli albergatori spendono per loro solo giudizi positivi e complimenti, confermati anno dopo anno ormai già dal 2007. Primi per bon ton, perfetta educazione, ordine e pulizia e tranquillità, non alzano mai la voce e difficilmente si lamentano: sono l’icona dell’ospite ideale per ongi albergatore. Unico neo alla loro pagella praticamente perfetta, la poca propensione a imparare la lingua della loro meta di viaggio.

Veraci, solari e chiacchieroni gli italiani all’estero sembrano distinguersi (solo) per lo stile inconfondibile, l’amore per la moda e la capacità di abbinare al meglio vestiti, scarpe e accessori di ogni tipo. Questo, però, non li salva dalle aspre critiche degli albergatori, in particolare di quelli di Repubblica Ceca, Germania, Francia, Austria e anche Spagna, nonostante le molte affinità nel carattere e nelle abitudini. In generale, i turisti del Bel Paese sono molto più apprezzati al di fuori dell’Europa: se nel vecchio continente si posizionano ventottesimi, in Asia e in America riescono a scalare rispettivamente ben 18 o 16 posizioni, 10 in Africa.

In particolare, gli italiani vengono ricordati per la poca dimestichezza a parlare la lingua locale, con risultati spesso molto “maccheronici” e per l’eccessiva vivacità, che tende a sfociare in un’eccessiva rumorosità. Inoltre, forse a causa della crisi, i turisti italiani sono molto attenti a centellinare le spese e soprattutto le mance.

I Francesi rendono un po’ meno amara la posizione degli italiani. Infatti i cugini d’oltralpe vengono bocciati ancora una volta all’esame “best tourist”. Quest’anno, infatti, i francesi sono scesi addirittura al 27° posto, diventando vero fanalino di coda di questa particolare classifica. Non particolarmente benvoluti nemmeno dai propri connazionali, sono gli albergatori italiani a nutrire le critiche maggiori sui cugini d’oltralpe, insieme a greci, ungheresi, irlandesi e svizzeri. Strali calcistici? Polemici e sempre insoddisfatti, scortesi, taccagni nel concedere mance e assolutamente ostinati nel non rinunciare all’amato francese: questo è il ritratto dei turisti francesi.

Un’aria di disinnamoramento nei confronti dei turisti americani
si era iniziata a sentire già nel 2008, ma è nel 2009 che soprattutto in Europa e negli stessi Stati Uniti le loro quotazioni sono scese. In un anno gli albergatori europei li hanno declassati di ben quattro posizioni, mentre secondo gli albergatori americani i propri connazionali si meritano solo il 26° posto. I turisti americani risultano maleducati, dal comportamento troppo raramente ineccepibile, disordinati e rumorosi. Inoltre, sono decisamente quelli con i peggiori gusti in termini di stile e abbigliamento. Si salavano per la loro attitudine a non badare al portafoglio quando si fanno spese, per la generosità nelle mance e per la forte disponibilità a imparare o provare a parlare la lingua del luogo.

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