Idee per il weekend: a Urbania, nelle Marche

Urbania, antica cittadina medievale che fu sconvolta dalle lotte tra guelfi (gli urbanesi) e ghibellini (gli abitanti della vicina Urbino) vanta un curioso record: dall’epoca dei Romani fino ad oggi ha cambiato ben quattro volte il suo nome.

Quello attuale lo deve al papa Urbano VIII, che le fece ottenere lo "status" di città pontificia… In cambio appunto del nome! 

Una delle mete più frequentate dai visitatori è il Palazzo Ducale, che conserva le mappe originali di uno dei più famosi cartografi della storia, il fiammingo Gerardo Mercatore, inventore tra l’altro del mappamondo.

Le chiese sono molto numerose e una di esse merita la visita obbligatoria: la Chiesa dei Morti. In essa sono custodite circa una ventina di mummie naturali (cioè non imbalsamate) esposte all’apprezzamento o al disgusto del pubblico.

Quando, a seguito dell’editto napoleonico che vietò di tenere le salme dentro le città e impose la costruzione dei cimiteri fuori le mura (è il famoso editto per cui Foscolo scrisse I Sepolcri), tutte le tombe contenute nella cripta della chiesa furono aperte, si scoprì che una particolare muffa aveva asciugato i corpi e li aveva mummificati.

Dalla passeggiata delle antiche mura si può ammirare scorrere il fiume Metauro, che circonda la città in una sua ansa; da questo fiume da sempre viene ricavata l’argilla che, insieme alla legna dei vicini boschi, è l’ingrediente del prodotto più tipico e artistico di Urbania, la ceramica.

 

Vere e proprie opere d’arte che hanno ben pochi rivali vengono ancora oggi messe a seccare sul pittoresco Ponte dei Cocci. Difficile ripartire senza aver comprato almeno un piccolo ricordino!