Il buono vacanze per famiglie disagiate è una bufala?

A seguito del parere favorevole della Corte dei Conti il decreto varato dal sottosegretariato alla Presidenza del Consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla, che stabilisce l’erogazione di buoni vacanze da destinare alle famiglie disagiate diventa realtà.

Il contributo statale verrà erogato in proporzione al reddito ed al numero dei componenti del nucleo familiare e in base ai seguenti parametri:

a) per la singola unità familiare il bonus dello Stato sarà, per un tetto di spesa non superiore a 500 euro,  del 45%, 30% e 20% per redditi che non superino rispettivamente i 10, 15 e 20.000 euro l’anno;

b) per due unità familiari, il contributo avrà identiche proporzioni ma per redditi fino a 25.000 euro e per un tetto massimo di spesa di 785 euro;
c) per tre unità familiari il bonus, per redditi non superiori a 30.000 euro l’anno, sarà calcolato su un totale di spesa di 1.020 euro; d) per le famiglie composte da quattro o più unità e con reddito fino a 35.000 euro il contributo potrà incidere, nelle stesse proporzioni, su un tetto massimo di spesa di 1.230 euro.

La prima clausola legata al decreto è che il dipartimento del turismo potrà stipulare convenzioni con soggetti di comprovata affidabilità per quanto riguarda trasparenza e funzionalità di gestione nell’erogazione di questi fondi.

I bonus vacanze potranno essere utilizzati dalle famiglie per vacanze al mare, in montagna o di carattere termale in tutto l’arco dell’anno ad eccezione dei periodi che vanno dalla prima settimana di luglio all’ultima settimana di agosto e dal 20 dicembre al 6 gennaio.