In Africa alla riserva del Pendjari

Nel nordest del Benin, al confine con il Burkina Faso, c’è una delle riserve nazionali più importanti del paese, quella di Pendjari, dove la natura sopravvive ancora intatta.

Anche il sud del Benin vale la pena di essre visto: la capitale Cotonou, che si affaccia sul Golfo di Guinea, ha delle belle spiagge dove tutti i fine settimana i beninesi si riuniscono per sfuggire allo stress.

Ma niente può sostituire il calore e la bellezza del nordovest. Dalla cittadina di Natitingou si parte per andare nei vari siti turistici del parco naturale Pendjari: le grotte e i villaggi taneka, le cascate di Kota e di Tanougou, il panorama di Koussoukouangou e i tatas somba (abitazioni in terra battuta a più piani e a terrette).

 

Per raggiungere le spettacolari cascate di Tanougou si passa per una lunga catena di montagne piena di cascate e di grotte che offrono degli scenari mozzafiato. Bisogna arrampicarsi sulle rocce per arrivare in cima, ma una volta arrivati ecco le cascate: l’acqua sgorga limpida e più in basso forma una grande piscina circondata da piante verdissime.

Si entra in un microclima dolce e rinfrescante, l’ideale per riposarsi e farsi un bagno in una delle acque più delle del mondo.

Nel parco Pendjari avrete l’impressione di essere gli unici spettatori dei paesaggi e degli animali che avete visto. Il parco ospita diverse paludi, Bali, Diwouni, Yanguali e Bori, che con le loro torrette di avvistamento permettono di osservare gli animali che vanno ad abbeverarsi, quando non si ha la fortuna di vederli liberi per il parco: babbuini, antilopi, elefanti, coccodrilli, ippopotami e uccelli di ogni specie.

 

La riserva offre anche un accampamento, immerso nella natura, dove regna una calma assoluta: difficile immaginare un posto migliore per il riposo. Prima di partire ricordatevi solo che per raggiungere il Benin sono obbligatori il visto e il vaccino per la febbre gialla.

Le visite al Parco sono guidate e devono essere organizzate preventivamente.