In Alsazia, alla scoperta del buon vino

Quando si parla di tavola l’Italia non ha davvero niente da invidiare a nessuno, dalle tipicità territoriali alle elaborazioni culinarie, fino all’infinita carrellata degli accompagnamenti vinicoli. Una ricchezza assoluta che ci appartiene e ci segue lungo tutto lo Stivale. Appare dunque difficile focalizzarsi su un’unica regione o una sola località, sia perché il bacino è immenso, sia perché si rischia di attraversare un sentiero già ampiamente battuto.

L’alternativa allora è provare a volgere lo sguardo un po’ più lontano, oltre confine, trovando proprio tra vitigni, bottiglie ed etichette lo spunto per una vacanza decisamente gustosa.

 

Ci si allontana di poco, ma ci si allontana: si punta ovviamente verso la Francia, privilegiando però la possibilità in qualche modo più distante. Perché l’Alsazia è a tutti gli effetti una regione francese, ma vive da sempre sotto una doppia influenza, da un lato quella della sua nazione di appartenenza, dall’altro quella della vicina Germania.

Contraddistinta da un territorio abbastanza limitato, l’Alsazia ha il suo cuore nella città-capoluogo di Strasburgo, sede del Parlamento Europeo, in cui vale la pena concedersi una sosta, soprattutto per il suo celebre centro storico, il primo ad essere indicato per intero come Patrimonio dell’Umanità.

Il confine della regione è fortemente segnato dal passaggio del Reno, ed è quest’ultimo a tracciare le prime coordinate del nostro “itinerario vinicolo”. Il fiume delinea infatti due differenti aree di produzione: quella del sud (Alto Reno), in cui grazie al clima più favorevole si concentra la maggior parte dei vitigni, e quella del nord (Basso Reno), destinata, per la minore mitezza del clima, alla produzione di vini più limitati e meno persistenti.

L’Alto Reno diventa allora la zona in cui circoscrivere un cammino per tappe fatto di odori e di sapori, che parte dalla cittadina di Thann e sale verso nord fino a quella di Marlenheim, lungo più di 170 Km e convenzionalmente indicato come Route des Vins.

Punto di forza di questo territorio è l’eccezionale commistione tra un microclima speciale, asciutto e riparato, e la qualità e varietà dei terreni. È grazie ad essa che maturano vitigni eccezionali, rigorosamente autoctoni e rigorosamente bianchi.

A questo punto qualche nome è d’obbligo: le eccellenze sono il Riesling, il Gewurztraminer (con licenza, tra i preferiti di chi scrive), il Tocai-Pinot Gris e il Muscat, subito dopo vengono il Sylvaner, il Pinot Blanc e il Chasselas.

 

Lungo la Route del Vins i vigneti dominano incontrastati uno scenario puntellato di piccole cantine a gestione familiare o di grandi aziende dalla produzione consolidata.

Sta solo al gusto personale il diritto di privilegiare una sull’altra, ma resta l’indicazione generale di una qualità diffusa e non vincolata alle dimensioni, forte anche dell’atteggiamento di controllo e tutela del Governo Francese, particolarmente attaccato ai suoi tesori, che vengano da antiche conquiste o da un piccolo acino d’uva.