In Transilvania, sulle tracce del Conte Dracula

Regione centrale della Romania, caratterizzata da un territorio sfumato, in cui i Carpazi digradano dolcemente verso la Pianura Pannonica, la Transilvania è fulcro di una lunga storia. Dapprima cuore politico e culturale della Dacia, poi estrema conquista dell’Impero Romano (la cui influenza rimane ancora nella lingua rumena, appartenente di diritto alla famiglia delle neolatine), quindi possedimento dei Visigoti e dimora eletta del re unno Attila e del suo popolo, successivamente dominio prima dei Bulgari e poi dei Magiari, fino alla conversione al Cristianesimo, all’annessione al Regno d’Ungheria e qualche secolo dopo all’Impero Austro-Ungarico.

 

Universalmente, però, quando si dice Transilvania si richiama subito e senza variabili un personaggio su tutti: il Conte Dracula. In parte ispirato alla storia, in parte frutto della fantasia popolare, questo personaggio ha dato notorietà alla Romania come nessun altro nell’articolata parabola nazionale, legandola per sempre al fascino maledetto e tormentato che lo caratterizza da secoli.

Visitare la Transilvania all’ombra del terribile capostipite di tutti i vampiri diventa allora una tentazione irresistibile, che comincia dalla biografia del Conte Vald III di Valacchia, vissuto tra il 1431 e il 1476 e noto per la sua predilezione per la tecnica ottomana dell’impalamento quale forma di punizione dei nemici. Appartenente all’Ordine del Dragone (fondato nel Medioevo con precise radici religiose e cavalleresche), fu soprannominato Dracul (ossia Dragone) e si distinse come guerriero e dominatore, fino alla sua morte. È da questa commistione tra la fama di sovrano efferato e sanguinario e il mito delle sue spoglie misteriosamente scomparse che nasce la leggenda di Dracula, il vampiro abitatore della notte assetato di sangue.

Seguirne la tracce vuole dire partire dalla sua città natale. Il piccolo comune di Sighisoara, la cui abbondanza di mura di cinta e torri di avvistamento tradisce le origini medievali, vive totalmente nell’orbita di Vlad (come prova la trasformazione della sua casa in un ristorante dal rigoroso menù a base di carne al sangue), ma la sua presenza si respira in tutta la Transilvania, dalla Contea di Targoviste, teatro di battaglie e macabre esecuzioni, al Castello di Poienari, testimone del suicidio della prima moglie del conte.

L’accesso del Passo di Bargau introduce all’autentico spirito, tetro e spettrale, delle terre di Dracula, dove le rovine del suo antico castello sono state trasformate in un albergo. Scotto da pagare per un mito più grande di se stesso, che oggi si traduce soprattutto in una risorsa turistica ed economica (su cui si può polemizzare quanto si vuole, ma che rimane fondamentale per uno stato come la Romania che esce da decenni di sottosviluppo). Intorno la bellezza della rigogliosa vegetazione delle Gole di Bicaz, lo spirito tutto medievale di questa terra, la sua sintesi perfettamente rappresentata dalla città di Brasov, con la celebre Chiesa Nera. E poi di nuovo dentro la leggenda, con il Castello di Bran, suggestiva fortezza edificata sopra una roccia.

Un viaggio dentro la storia e le sue manifestazioni, dentro il mito e le sue degenerazioni, ma come una favola, in cui tutto è dato, ma l’ingrediente più importante è quello che aggiunge la nostra fantasia.