In viaggio ad Alessandria d’Egitto

Alessandria è una città mitica, prima ellenica, poi romana e infine araba; fino alla metà del novecento era caratterizzata da una straordinaria mescolanza di etnie, identità, lingue e culture: uno spazio, insomma, che teneva insieme armeni, ebrei, libanesi, maltesi, greci, francesi, italiani, inglesi ed egiziani.

Non a caso Alessandro Magno la fondò sul mare e non sul Nilo, in modo da poter dialogare con le rive lontane; poi, nell’età dei nazionalismi e delle indipendenze, la città ha dovuto disfarsi del suo cosmopolitismo per diventare puramente egiziana.

Ma Alessandria, addormentata sulle sponde del Mediterraneo, su un immenso lungomare, conserva ancora le tracce del suo antico splendore: i vecchi e maestosi edifici, il tram, i viali e le piazze haussmanniane, la spiaggia e le palme lasciano intravedere la bellezza del suo passato.

Per fortuna il cuore della città storica, nei dintorni di piazza Saad Zaghloul e di piazza Mehemet Ali è rimasto quasi intatto.

Qui, tra il famoso Museo d’Alessandria, il Museo Greco Romano e un buon caffè in uno dei locali storici, il tempo volerà via sospeso…

Da non perdere una visita al grande vecchio porto, primo di tutto l’Egitto, ancora oggi  molto importante per gli scambi commerciali.

 

Insomma, nonostante negli ultimi cinquant’anni Alessandria si sia trasformata in una semplice stazione estiva per gli altri egiziani, una città di vacanze per i nuovi privilegiati, la "sirena del mediterraneo", così chiamata dagli alessandrini nell’epoca d’oro, è riuscita a mantenere il fascino e la magia di quando era una delle città più ricche di tutto il Mediterraneo.