L’emergenza rifiuti penalizza il turismo in Campania

L’emergenza rifiuti dura da oltre due mesi e la situazione, oltre ad essere diventata insostenibile per i cittadini, sta diventando un problema anche per il turismo in Campania.

Sono infatti diminuite drasticamente le prenotazioni e in vista di Pasqua la situazione rischia di diventare davvero pesante. Al punto tale che ha già chiuso il prestigioso ristorante Caruso dell’hotel Vesuvio sul lungomare perchè "a Pasqua e pasquetta su 160 camere, ne abbiamo prenotate appena 36" contro il pienone degli anni scorsi.

Stessa situazione per l’hotel Excelsior che ha venduto 17 camere su un totale di 123 e ha deciso di aprire la terrazza ristorante solo per la cena.

E non è solo Napoli a piangere ma anche Capri e per questo motivo moltissimi saranno gli alberghi che, causa anche il fatto che Pasqua cade in un periodo non ancora caldissimo, hanno deciso di rimandare la chiusura ad aprile.

Al Corriere della Sera Sergio Gargiulo, proprietario del Syrene di via Camerelle e presidente degli albergatori dell’isola dice che "l’85% dei nostri clienti è americano e tutti ci chiedono dell’immondizia. Passiamo ore a rispondere al telefono e alle mail. C’è chi chiede di essere prelevato a Roma e portato a Capri non passando per Napoli, al massimo per Sorrento, e chi rinuncia del tutto a venire".

Non a caso L’Italia si è posizionata 28° nella classifica mondiale del turismo 2008 stilata nell’ambito del World Economic Forum, surclassata da quasi tutti i più importanti Paesi dell’Unione europea, classificatisi nelle prime dieci posizioni (Svizzera, Austria, Germania, Australia, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Svezia, Canada e Francia nelle prima 10 posizioni).

Primo Mastrantoni, segretario nazionale dell’Aduc, ha spiegato che “nonostante il 28° posto in valore assoluto possa non apparire così negativo, in realtà, se si tiene conto della realtà italiana, Paese che detiene la maggior concentrazione di beni culturali, che presenta un clima mediterraneo, mite ed ospitale, e dotata di paesaggi costieri collinari e montani da far invidia, si capisce come sia invece umiliante”; secondo Mastrantoni il fatto che l’Italia non sia prima alla voce beni culturali "è dovuto al fatto che i tesori ci sono, ma sono poco fruibili. Questo a causa sia delle carenze nel settore dei trasporti, sia della mancanza di servizi che affianchino le aree di interesse artistico, come invece accade in altri Paesi dove anche il più piccolo museo è dotato di servizi igienici, bookshop, ristorante e via dicendo".

"Questo giudizio", ha concluso Mastrantoni, "dal mero settore turistico potrebbe essere esteso all’intera qualità della vita italiana.Basti pensare a Napoli, centro artistico d’eccellenza inserito in un contesto paesaggistico mozzafiato, ma ahimè discreditato dal problema dei rifiuti. Questa situazione danneggia il turismo così come la vita degli stessi Napoletani e ci vorranno decenni prima che le immagini di una città sommersa dai rifiuti si cancellino dalla mente delle persone”.