La spiaggia di Capocotta, sul litorale laziale

Capocotta, a pochi chilometri da Roma, è una delle spiagge più belle del litorale laziale.

Le sue dune, infatti, tra le quali sono ospitate alcune delle più rare piante di macchia mediterranea, sono diventate parte della Riserva naturale protetta di Castelporziano (residenza estiva del Presidente della Repubblica).

La fortuna di questa spiaggia comincia negli anni Sessanta, quando veniva frequentata da chi non si poteva permettere di pagare l’ingresso nei vicini stabilimenti di Ostia e Torvaianica. Grazie alle sue dune, quella porzione di costa era particolarmente protetta dagli sguardi indiscreti e si popolò di bagnanti nudisti in incognito.

In breve tempo Capocotta si guadagnò la fama di "zona franca", luogo di incontri occasionali, spesso omosessuali, e più in generale di libertà sessuale e non solo…

Infatti nei primi anni Settanta qui si svolgeva il Festival della Poesia Libera, dove ogni estate venivano ospitati i poeti Beat americani, come Allen Ginsberg e Lawrence Ferlinghetti, oltre ai cantautori della canzone americana di protesta e critica sociale (Patti Smith).

A partire dagli anni Ottanta, la critica e la libertà lasciano il posto al degrado e al sesso libero o a pagamento e le dune diventano il set naturale dei film di Tinto Brass o peggio…

Solo negli anni Novanta Capocotta ritorna al suo antico splendore, con la nascita di qualche chiosco in più e la presenza di gente in costume.

Anche gli stabilimenti, però, mantengono un loro fascino trasgressivo: Zagaja, ad esempio, offre ottimi spaghetti alle vongole, da gustare accanto a una moltitudine eterogenea e variegata di "drop-out".

Lo Zion Beach è il ritrovo dei giovani, che ballano fino all’alba al ritmo della musica reggae. I Cancelli (all’8, al 9 eccetera), invece, sono rimasti come erano una volta, ancora più spartani ed economici.

Se siete a Roma e il caldo vi uccide, vale davvero la pena fare un salto nell’ultima spiaggia "libera" del litorale laziale.