Le vacanze sono una piacevole ossessione

Secondo una ricerca dell’università inglese di Leeds, viaggiare può diventare un’ossessione che si può placare solo concedendosi 5 viaggi l’anno.

Viaggiare è per alcuni, secondo la ricerca, un bisogno irrefrenabile, legato alla voglia di evadere e soprattutto di non essere risucchiati dalla routine quotidiana.

Un bisogno che, secondo gli esperti, può essere definito con la formula O.C.E.A.N., che racchiude le caratteristiche del globetrotter tipico: Openness, Conscientiousness, Extroversion, Agreeableness e Neuroticness, ovvero Speranza, Coscienza, Estro, Disponibilità e Nevrosi.

Lo studio è stato coordinato dal dottor Rhiannon Turner, il quale ha spiegato così la formula: “tra i partecipanti coloro che risultavano possedere un alto livello di Speranza, Coscienza, Estro e Disponibilità, e basso di Nevrosi venivano classificati come persone che vivono il viaggio come parte della loro identità profonda, propensi a spendere maggiormente e a partire anche per vacanze fredde e avventurose”.

Le motivazioni che spingono a viaggiare non riguardano però solo la volontà di fuggire dalla routine ma anche la volontà di frequentare persone diverse elevando il proprio rango sociale, di esplorare luoghi sconosciuti per lasciarsi affascinare dal diverso e di venire a contatto, appunto, con la diversità.

Secondo l’università di Leeds per evitare che il bisogno di viaggiare crei stress, stanchezza e depressione sarebbe bene organizzare cinque viaggi l’anno, in relazione alle proprie esigenze, così da coprire tutti i periodi dell’anno.

“Così come mangiare frutta e verdura cinque volte al giorno ci aiuteranno a tenerci in salute, per lo stesso scopo può aiutarci partire per una vacanza o fare una pausa dal lavoro cinque volte all’anno. Questo non vuol dire che bisogna andare all’estero cinque volte l’anno, ma anche solo organizzare una gita per il fine settimana, pernottare in un hotel in una città diversa o raggiungere in treno mete vicine… insomma pause regolari dal lavoro, possono aiutarci ad aumentare la concentrazione mentale e ricaricare le batterie”, ha dichiarato John Bevan, Travel Director di Lastminute, che ha commissionato lo studio.

Dallo stesso studio è infine emerso che le persone sposate sono quelle più disposte a spendere per le vacanze rispetto a single o conviventi, che le donne vedono invece il viaggio come una cosa più importante rispetto agli uomini e hanno un atteggiamento più positivo verso il viaggiare; il 59% degli interpellati ha dichiarato di aver acquistato la propria vacanza online, il 26% dalle principali agenzie della città e il 3% via telefono, mentre il restante 8% ha organizzato la propria vacanza in altro modo, per esempio stando con la famiglia o gli amici, o prenotando all’arrivo nella destinazione stessa.