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14 Dec

Prenotazione vacanze online, occhio alla privacy

6 aprile 2009
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Il Garante per la privacy invita a fare attenzione ai propri dati personali quando si prenotano viaggi e vacanze online, in prossimità delle vacanze di Pasqua.

L’avvertimento arriva a seguito di un provvedimento preso dal Garante, su segnalazione della Polizia Postale, riguardante un sito che raccoglieva prenotazioni di alberghi, ristoranti e visite guidate della città senza fornire a chi si avvaleva di questi servizi le informazioni riguardanti la tutela dei dati personali previste dalla legge sulla privacy.

Veniva infatti chiesto di compilare un modulo online indicando nome, cognome, indirizzo, e-mail, nel quale non erano specificati né i motivi della raccolta dei dati personali, né l’uso che ne sarebbe stato fatto, né il responsabile del trattamento; veniva omessa, inoltre, ogni indicazione relativa alle tutele riconosciute dalla legge a chi rilascia dati personali.

Per chi trascore le vacanze in albergo, dice il Garante, la prima cosa a cui prestare attenzione è la registrazione in quanto la scheda che si compila può diventare infatti un ricettacolo di informazioni da rivendere e/o scambiare.

Proprio per questo il Garante della privacy, in un parere fornito al ministero dell’Interno, ha chiesto che le schede che albergatori e gestori di pensioni compilano all’arrivo dei clienti per esigenze di polizia, una volta inviate alle autorità di pubblica sicurezza, non siano conservate dalla struttura alberghiera.

Sulle schede devono essere riportate solo le generalità e non la residenza del cliente e la data di arrivo ma soprattutto occorre rivedere le norme che prevedono la raccolta generalizzata dei dati dei cittadini italiani che alloggiano in albergo.

Per quanto riguarda la possibilità di trasmettere i dati mediante un collegamento via Internet,
sono necessarie maggiori garanzie nel processo di certificazione dell’identità digitale del sito che riceve i dati, in modo da assicurare all’albergatore che il destinatario della comunicazione sia effettivamente la questura.

Abitudini, durata dei pernottamenti, tutti i dati e tutte le informazioni utili per profilare il cliente, aggiunge il Garante per la privacy, potrebbero essere raccolti e rielaborati in un database all’insaputa del cliente; un caso affrontato proprio dal Garante stesso in un caso nel quale i clienti, nè al loro arrivo in albergo né al momento di aderire ad un programma di fidelizzazione, venivano adeguatamente informati dell’uso che sarebbe stato fatto dei dati inseriti nei moduli che avevano compilato. Le violazioni riguardavano una grande catena alberghiera italiana e sono state sanzionate.

Intanto secondo Federalberghi-Confturismo saranno quasi 8,5 milioni gli italiani in vacanza per Pasqua (il 17,9% della popolazione rispetto al 14,7% della popolazione).

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