Santa Marinella, la Perla del Tirreno

A pochi chilometri da Roma forse non tutti sanno che… c’è un posto chiamato la Perla del Tirreno.

E’ Santa Marinella, un tempo paese di pescatori e di coltivatori di fiori, oggi meta di un turismo sano, fatto di famiglie che si concedono giorni di relax, lontano dalle mete turistiche per eccellenza, ma vicino a Roma.

Fino agli anni Trenta luogo di villeggiatura di qualche gerarca fascista, di cui restano le ville sfarzose in stile umbertino, Santa Marinella era già conosciuta dai Romani e dagli Etruschi; a pochi passi da qui si ergono i resti dell’antica città portuale etrusca di Pyrgi, sulla quale in tempi medievali fu costruito il Castello di Santa Severa, come baluardo contro gli invasori saraceni.

 

L’eredità etrusca ha lasciato in questi luoghi quel velo di mistero che avvolge questo popolo: le origini affondano nella leggenda, le tombe di Cerveteri non sono lontane e la notte nel Castello (che d’estate è palcoscenico di concerti ricercati) c’è chi giura di aver ascoltato voci di fantasmi, suoni di feste e balli in maschera nelle stanze del museo.

E anche tuffandosi in mare per fare qualche immersione, è facile riemergere con anfore romane o con i resti di civiltà sepolte.

A parte il mistero, è negli anni Cinquanta che Santa Marinella diventa la Perla del Tirreno; viene eletta a dimora estiva da Totò, da Roberto Rossellini, che gira nella sua villa un episodio del film Donne, interpertato dalla moglie Ingrid Bergman. Ma anche l’orefice Bulgari passava qui l’estate e molti altri vip dei tempi andati, di cui si è persa la memoria.

Poi, con la fine della Dolce Vita, anche questo paese di diecimila anime si addormenta. E col tempo subisce la speculazione edilizia e l’imbarbarimento dei costumi.

Non a caso i "burini" dei film di Verdone, spesso la scelgono come destinazione dove portare i pupi.

 

Ma è anche questa è una tappa effimera: troppo più bella di Ostia, Fregene e Ladispoli per piacere ai "coatti".

La scogliera romantica di Capo Linaro, i Monti della Tolfa alle spalle dove i papi ricavavano l’allume da vendere alle Fiandre non sono luoghi turistici da fagotto.

E così ultimamente Santa Marinella si è "riappropriata" dei suoi turisti: il regista Peter Del Monte, lo stilista Angelo di Nepi e altri…

Aveva ragione Vittorio Gassman nel Sorpasso, che dopo aver caricato sulla sua spider l’imberbe Jean-Louis Tritignant per portarlo qui a mangiare le cozze diceva: "Fìdete!, Senti a Bruno!".