Transiberiana, viaggio tra Europa ed Asia

È la linea ferroviaria più lunga del pianeta con i suoi 9.288 km di binari che collegano l’Europa all’Asia, da Mosca, attraverso le regioni industriali della Russia, passando per la gelida Siberia, e oltre, tra gli Urali, fino al confine con la Cina.

E’ la Transiberiana che, costruita tra la fine del 1800 e gli inizi del secolo successivo, rappresentò il tramite commerciale dell’Eurasia, ma anche il primo vero ponte tra le mille culture che caratterizzano un territorio smisurato, fatto di distanze e differenze inimmaginabili.

Da allora ad oggi, tra interruzioni, ristrutturazioni e riprese la Transiberiana è arrivata a rivestire una doppia identità: ancora largamente battuta per il trasporto merci, ma sempre più identificata come suggestivo percorso di viaggio nelle sue due versioni.

Quella storica – che arriva fino all’estremo confine russo della città di Valdivostok, coprendo da sola 1000 fermate, un’intera settimana di viaggio e ben sette diversi fusi orari – e quella Transmongolica, considerata la più suggestiva delle due, per l’incredibile varietà degli scenari che si vedono susseguire, nel passaggio dalle meraviglie architettoniche russe di città come Mosca o San Pietroburgo ai deserti innevati della Siberia, dalle montagne selvagge degli Urali all’antico impero mongolo di Ghenghis Khan, fino ad arrivare a Pechino, l’indiscussa megalopoli dell’estremo oriente.

Per la molteplicità degli stati e degli statuti che si alternano in questo tipo di viaggio, la rigorosa organizzazione è una delle conditio sine qua non. Prenotazioni, biglietti, visti, documenti, bagagli, pernottamenti e supplementi, tutto va preparato con attenzione. Lo si può fare in completa autonomia , con un po’ più di fatica ma un maggiore risparmio, oppure ci si può affidare a www.transiberiana.com, il sito espressamente dedicato alle vacanze tematiche sulla leggendaria tratta eurasiatica.

Un antico mito tartaro racconta di una terra addormentata, creata da Dio e immediatamente sorvolata, in un viaggio così lungo che dalle sue mani, intorpidite dal freddo, cominciarono a cadere inestimabili ricchezze, rimaste sepolte sotto un fitto strato di ghiaccio onde impedire agli uomini di approfittarne.

Se la terra addormentata (come l’avevano ribattezzata le tribù tartare) è la Siberia, perché non considerare la Transiberiana come l’occasione data agli uomini per scoprire finalmente i suoi tesori?