Un viaggio in Cambogia all’insegna dell’avventura

Paese tormentato, passato dalla sanguinaria dittatura di Pol Pot al controllo del Vietnam (nazione confinante, insieme al Laos e alla Thailandia), la Cambogia ha ritrovato una sua tranquillità a partire dal 1993 con la restaurazione della monarchia parlamentare, divenendo gradualmente meta sempre più ambita di un turismo esotico e imprevedibile.

Luogo affascinante, dove immense distese pianeggianti destinate alla coltivazione del riso si alternano agli impervi paesaggi montuosi e alle rive incontaminate del Golfo del Siam, la Cambogia è anche terra di notevole valore artistico, spesso messo in ombra dalla complessità della sua storia. È qui, infatti, che ha sede il vastissimo complesso archeologico di Angkor Wat, principale testimonianza dell’antico splendore dell’etnia Khmer e seconda area archeologica al mondo per estensione dopo quella di Giza in Egitto.

 

Quello in Cambogia non è certo un viaggio per “palati schizzinosi”: chi decide di affrontarlo deve mettere in conto che ogni situazione può generare un’avventura, di quelle che sul momento maledici e poi ricordi tra le esperienze migliori della tua vita.

Il primo ostacolo è il clima, fortemente condizionato dai monsoni tropicali: i mesi tra maggio e novembre sono contraddistinti da piogge, con la garanzia assoluta nei picchi di settembre e ottobre, tutti gli altri sono un’incognita, con vaghe possibilità di tranquillità a gennaio e febbraio.

Il secondo nodo critico è l’imminenza delle elezioni (luglio 2008), che, data la corrispondenza tra variabilità meteorologica e politica nel paese, potrebbero anche rimettere in discussione la tranquillità tanto faticosamente conquistata.

Ed è la congiuntura tra questi due fattori ad indicare quello attuale come il momento migliore per una “fuga” verso la Cambogia. Assicurandosi, però, di avere passaporto valido, carta d’identità (che il Ministero degli Esteri consiglia di portare sempre dietro per limitare i frequenti rischi di furto e smarrimento) e il visto d’ingresso, che si può richiedere al momento dello sbarco. La moneta consigliata, nonostante la crisi, è il dollaro, preferibilmente in banconote di piccolo taglio.

 

Ultimo appunto: l’Italia non ha una rappresentanza diplomatica nel paese, quindi le ambasciate di riferimento sono quella francese nella capitale Phnom Penh o quella italiana in Thailandia.

Se vi sentite abbastanza arditi, se dopo quanto detto non siete spaventati ma stuzzicati, non vi resta che prendere il volo per la Cambogia al volo!