Un weekend ad Amburgo

Sebbene su al nord faccia freddo e forse la stagione ideale per andare sia la primavera o l’estate, considerato però che agli italiani quando fa caldo piace andare al mare, un weekend ad Amburgo prima dell’inverno è un modo per non perdere contatto con la dimensione del viaggio, spesso confinata alle tanto agognate ferie.

Amburgo è la seconda città della Germania per grandezza, oltre a costituire il secondo porto d’Europa dopo quello di Rotterdam. Pur distando dal mare (del Nord) un centinaio di chilometri, l’enorme foce del fiume Elba permette anche alle più grandi navi cargo di percorrere l’estuario ed entrare in città…

E se c’è un particolare che colpisce l’occhio del visitatore appena giunto è proprio la quantita di corsi d’acqua, fiumicelli, canali, ponti e laghi che si diramano per tutto il suolo cittadino, più che a Venezia.

La città fu fondata da Carlo Magno e da sempre è un porto franco dove è possibile scambiare ogni tipo di merce: questo carattere aperto ha influenzato la popolazione, che da subito si è abituata ad accogliere gente proveniente da ogni luogo.

Interamente costruita in legno e quasi completamente distrutta dagli eventi della storia, oggi Amburgo è riuscita a mescolare gli edifici che conservano lo spirito antico, come quelli della Speicherstadt, la zona dei magazzini delle merci, con i nuovi grattacieli con i vetri a specchio.

 

A parte l’immenso e spettacolare porto, sono interessanti da vedere i "famigerati" quartieri di St. Pauli e della Reeperbahn, cuori pulsanti della vita notturna cittadina e luoghi di trasgressione ed evasione.

La città è completamente percorribile a piedi o in bicicletta e risulta abbastanza economica per soddisfare le esigenze di base (mangiare, bere birra e dormire); inoltre sono presenti numerosi e organizzati ostelli.

La cucina è soprattutto a base di pesce (aringhe in tutte le salse), anche se qui nascono gli hamburger, le polpette schiacciate per una cottura più veloce.

Il sabato sera tutti aspettano l’alba presso il mercato domenicale del pesce (fishmarkt), bevendo il bicchiere della staffa.

 

Se c’è un merito dei voli low cost è quello di aver permesso a tutti, e in un paio di giorni, di prendere e partire per rifarsi gli occhi con realtà diverse e così lontane come questa.

Nota bene: solo bagaglio a mano!