Vacanza in Marocco, così lontano così vicino

Il fascino del Marocco – così vicino all’Europa in termini geografici, eppure rispetto ad essa tanto esotico e tanto lontano – è qualcosa che non si può rappresentare con le parole, sfuggente come il Deserto del Sahara, profondo come l’Oceano Atlantico, altero come le catene montuose del Rif e dell’Atlante, ipnotico e misterioso come le sue città.

Da Casablanca alla capitale Rabat, da Tangeri a Marrakesh, questo piccolo stato, testimone di una storia antica e gloriosa, traccia una mappa che si presenta come una tentazione irresistibile per qualunque viaggiatore.

Casablanca è la città più grande e popolosa del Marocco, la più moderna, la più occidentale. Immortalata per sempre nei volti di Ingrid Bergman e Humphrey Bogart, risulta un’eccezione già alla sua fondazione, avvenuta nel 1575 ad opera dei Portoghesi e indiscutibilmente recente se paragonata con la storia secolare delle altre città marocchine. Le sue architetture contemporanee e il suo spirito cosmopolita la rendono un luogo a sé, suggestivo proprio perché atipico, in contrasto con il resto del paese.

Un contrasto simboleggiato dal dualismo tra la Medina Vecchia, l’unico luogo “storico” di questa metropoli, con le sue strade strette e tortuose e la sua cinta muraria risalente al XVI secolo, e la Medina Nuova, costruita nel 1923 secondo parametri architettonici più aggiornati.

Rabat è l’esatto opposto di Casablanca: otto secoli di vita riassunti nella costante volontà di creare una città grandiosa, circondata da mura imponenti, con porte di accesso monumentali e un santuario – la Moschea di Hassan, purtroppo rimasta incompiuta – destinato a diventare uno dei più grandi del mondo mussulmano. Un luogo vestito dal tempo dell’autorità che l’ha portata ad essere la capitale del Marocco, scandito da spettacolari architetture, in cui si raccolgono testimonianze artistiche come la Kasbah degli Oudaia, la Necropoli di Chella o il Mausoleo di Mohammed V.

Con Rabat, Fes e Meknes, Marrakesh forma l’insieme delle quattro leggendarie città imperiali del Marocco. Posizionata all’interno del paese, a ridosso del Deserto del Sahara e dei monti dell’Atlante, Marrakesh è un museo a cielo aperto, una culla di civiltà e cultura. La sua sintesi è la Medina, la città vecchia chiusa dentro solide mura, con il cuore pulsante della Jama’a el-Fnaa, la piazza centrale da cui si muovono i caratteristici mercati coperti (Suq), la Kasbah, il Palazzo Reale, le Tombe Sa’didi, la Moschea della Kutubiyya e quella del leggendario Ben Youssef, con annessa Medersa, i cui dettagli richiamano quelli dell’Alhambra di Granada.

Con Tangeri si torna al mare, di cui rappresenta ufficialmente la porta d’accesso, con un porto che è storicamente il più importante del Marocco. In questa città si riassume la lunga storia di un paese che ha conosciuto e mescolato alla propria identità berbera le influenze delle popolazioni più significative, dai Fenici ai Cartaginesi, dai Romani ai Vandali, dagli Arabi ai Portoghesi, dagli Spagnoli agli Inglesi.

Punto di congiunzione tra l’Oceano Atlantico e il Mar Mediterraneo, affacciata sullo Stretto di Gibilterra, Tangeri è il caos dei mercati e il rumore delle folle, è la suggestione del Dar El-Makhzen, l’antico Palazzo del Sultano, è la frenesia della sua Medina o l’atmosfera unica del Caffé Hafa, sorto negli anni venti sopra una scogliera.

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