Vacanze economiche, la settimana bianca cambia volto

Quattro italiani su dieci (38,3 per cento) ammettono che per il 2008-2009 sceglieranno vacanze economiche “solo come ripiego a causa della crisi che ha investito il paese”.

Se il 25% dei nostri connazionali (lo scorso anno erano quasi il 29%) sta programmando una vacanza o un week end sulla neve, con un calo di presenze annunciate attorno al 12% in meno una buona parte di loro sta seriamente prendendo in considerazione delle soluzioni a “basso costo”.

Lo sostengono l’Osservatorio Europcar e la Doxa.

Tra i pochi fortunati che partiranno per la montagna, infatti, in molti sembrano disposti a rinunciare ad alcuni piccoli lussi in favore della tradizione e della semplicità.

La filosofia economica "rappresenta una soluzione intelligente per risparmiare, rinunciando a eccessi e comodità non necessarie" (79,5%) e gli italiani mettono in evidenza il suo riuscire a offrire "un buon rapporto qualità/prezzo" (72%). Solo un italiano su tre considera le vacanze low cost "di bassa qualità".

Ma qual è il ritratto del viaggiatore low cost? Il ritratto che ne emerge è quello di chi comincia a guardare ai pacchetti “low cost” come a una concreta possibilità di risparmio per non dover rinunciare al piacere di un viaggio o della settimana bianca.

Il 59,2% ritiene che il low cost prima era un modo di pensare e vivere le vacanze soprattutto dei giovani, mentre ora sta diventando una “necessità” per molti; mentre il 26,2% non crede ci siano stati cambiamenti nel modo di vedere e interpretare questa filosofia negli ultimi mesi e per il 14,6% sono pochi quelli che la applicano e conoscono davvero.

Il 65% degli italiani dichiara di conoscere low cost e dintorni, ma solo il 14%, alla prova dei fatti, dice di aver "acquistato almeno un pacchetto vacanze, un viaggio o anche solo un volo low cost".

E si tratta soprattutto di uomini e donne (58% uomini, 42% donne), under 34 (56%), che abitano nel nord ovest; mentre nella percezione di chi ha risposto alle domande, la vacanza low cost è soprattutto una vacanza in famiglia con i bambini (41,6%) o tra amici (35,2%) e un po’ meno da fidanzati (14,8%) e da single (8,3%).

Per quanto riguarda le vacanze in montagna, per eliminare il superfluo e riuscire a sopravvivere al bisogno di divertirsi senza sperperare un capitale gli italiani procederanno nel modo seguente: niente ristoranti di lusso ma via libera alle trattorie tradizionali (60,4%), no ai lussuosi e sfarzosi quattro stelle in favore delle strutture tipiche (54,6%), attenti anche all’acquisto di tutto ciò che serve per sciare che si cambia ma solo quando serve e non per moda o esibizionismo (52,9%), le escursioni si organizzano da soli su internet (38,2%) e se proprio ci si vuole togliere lo sfizio del residence di charme si compensa cucinando nell’angolo cottura e risparmiando sul ristorante (38,2%).

Gli italiani sembrano dunque disposti a rinunciare al comfort del servizio in camera (65,3%), magari al piacere di avere internet nella stanza (54,7%), alla scelta della tipologia di vettura da noleggiare (53%), al menù alla carta in favore di quello fisso stabilito al ristorante (50,6%) e addirittura ad avere il ristorante in albergo (45,5%) o al posto numerato in aereo o sul treno (44,6%).


Il viaggio aereo con destinazione estera rimane, per il 94,3% dei praticanti del low cost, il primo sinonimo di viaggio low cost, ma segue immediatamente (78,1%) un concetto più integrato e moderno di viaggio aereo più noleggio auto e hotel per destinazioni italiane o europee o anche solo viaggio aereo in Italia (75,6%) o volo più noleggio auto (senza albergo), sempre in Italia e in Europa, che interessa il 73,3% dei cosiddetti “users” del low cost.

Il 52% pensa invece a un pacchetto completo di vacanza esotica e il 48,3% a un pacchetto neve, sempre completo; la vera novità è che per il 67,3% dei nostri connazionali il concetto di low cost comincia ad applicarsi anche al mondo dell’autonoleggio, dove le principali economie immaginate sono nei confronti della minor possibilità di scelta del modello, mantenendo però la qualità del servizio (46,5%), rinunciare all’assicurazione supplementare a copertura dei danni o del furto dell’autoveicolo (16,3%) o addirittura senza stare troppo a discutere se la macchina viene consegnata perfettamente pulita o col pieno di benzina (13,5%).

Il discorso cambia leggermente però se la domanda viene posta ai vacanzieri della montagna, dove la scelta del modello acquista ovviamente più importanza e quindi si è meno disposti a rinunciarci (solo il 41%) e allo stesso modo contano maggiormente gli aspetti qualitativi del servizio (pulizia della vettura, pieno benzina) cui rinuncerebbe solo il 10,8%.

Il tutto anche a discapito del fattore “rischio” (rinuncia alle coperture assicurative supplementari) che si prenderebbe il 19,8 % per risparmiare comunque sul prezzo.