Vacanze estive in Italia, è crisi

L’estate 2008 sarà ricordata come una delle estati in cui la crisi economica italiana si è avvertita maggiormente ma l’unico settore che, nonostante tutto, sembra resistere è quello del turismo.

Gli italiani, infatti, pur con qualche sacrificio continuano a regalarsi la fatidica settimana di vacanza e lo fanno scegliendo soluzioni più economiche ma che consentano comunque di staccare la spina.

La preferenza viene accordata alle regioni italiane e addirittura secondo la Coldiretti se stentano le mete tradizionali di spiagge, montagna e città d’arte, si registra una crescita delle presenze nei parchi, nelle campagne e nei centri minori dove si riesce a conciliare risparmio e qualità del soggiorno.

Federalberghi dal canto suo parla di un calo del 20% delle presenze negli alberghi e di circa la metà degli italiani (il 48% dei maggiorenni) destinata a non fare vacanze; il 35% degli italiani, secondo Federalberghi, si è invece concessa ferie di durata inferiore a 7 giorni.

Anche la Fipe, che raccoglie bar, ristoranti, stabilimenti balneari, discoteche e rifugi alpini, ha fatto sapere che i consumi nelle località di vacanza sono caduti drasticamente dal momento che nelle località di mare non si vendono gelati, birre e bibite e resistono solo pizzette e acqua minerale.

Resiste dunque l’enogastronomia locale che rappresenta il vero motore della vacanza in Italia e che può contare su un paniere di prodotti che ha superato i 20 miliardi di euro in valore conseguendo primati mondiali nei vini, nei prodotti doc, nel biologico e nelle specialità tradizionali.