Viaggio in Alaska, nel Grande Freddo

A rendere celebre i suoi spazi sconfinati, le sue cime innevate, le sue distese azzurre, la sua rigogliosa vegetazione, le sue innumerevoli risorse faunistiche è stato per primo Jack London, con le sue storie di lupi e cercatori d’oro.

A dargli man forte, esaltando il mito selvaggio e incontaminato dell’Alaska, è arrivato, in tempi più recenti, Sean Penn, con la sua struggente pellicola “Into the wild”.

Misteriosa e purissima, l’Alaska rappresenta il volto più inafferrabile degli Stati Uniti, alla cui parabola si lega ufficialmente solo con l’annessione del 1959.

La sua storia comincia però molto prima, con i primi stanziamenti di Inuit e Tribù Amerinde durante l’era glaciale. Nel ‘700 l’esploratore danese Vitus Bering la face conoscere al mondo, battezzando con il suo nome lo stretto, il mare e le isole che ne delineano l’estremo confine occidentale.

In seguito il territorio fu annesso alla Russia, che lo sfruttò soprattutto per la caccia agli animali da pelliccia. Nel 1867 l’Alaska venne acquistata dagli Stati Uniti per 7.200.000 dollari, con una mossa che scontentò molti, fino a quando la scoperta di numerosi giacimenti d’oro, la trasformò da “ultima frontiera della civiltà” a paradiso dei cercatori. Dall’oro al petrolio, dalla legna alle risorse minerarie, questo stato si è così trasformato in un cospicuo bacino di ricchezza.

Agli occhi dei suoi visitatori, però, quella più grande e preziosa è rappresentata dalle sue incredibili varietà naturali, che ne fanno un gigantesco parco il cui motivo conduttore è dato dall’imponenza e dallo spazio.

La penisola dell’Alaska, infatti, è in prevalenza caratterizzata da piccoli insediamenti umani, letteralmente sopraffatti dalla maestosità delle montagne (una per tutte: il monte McKinley, che con i suoi 6.193 metri rappresenta la vetta più alta di tutto il Nordamerica), dei ghiacciai, dei fiumi e delle foreste che ne delineano i confini.

Entrare in questa dimensione, in cui la natura regna sovrana, è un viaggio nel viaggio, fatto non solo di scenari sorprendenti ma anche di piccoli grandi incontri, di silenzi e distanze, di calma ed emozione, che resteranno dentro ben oltre il proprio ritorno a casa.