Viaggio in Cina, alla riserva naturale di Wolong

Per arrivare nella riserva di Wolong, nella Cina sudoccidentale, conviene prendere un aereo fino a Chengdu, capitale della provincia di Sichuan dove vale la pena rimanere un paio di giorni e godersi cibo, templi, giardini (soprattutto quello del poeta Du Fu) e sale da te, passando il pomeriggio a giocare a Mahjongg (un gioco da tavolo) come i locali.

Wolong è a quattro ore da qui e per arrivarci bisogna percorrere una strada di montagna molto sconnessa.

La riserva naturale è l’unico posto al mondo in cui è possibile osservare i panda da vicino e per circa 37 euro è possibile scattare una foto con uno di loro: incredibile a dirsi ma i panda sanno mettersi in posa come dei veri modelli, in genere mentre masticano un rametto di bambù.

 

La cosa che più vi stupirà è che questi animali sono molto attivi e socievoli, soprattutto quelli giovani: sono anche agili e si muovono con eleganza, infatti in cinese si chiamano "xiongmao" che significa "grande gatto-orso" e l’affinità con i gatti è più che evidente: sanno piegarsi con abilità acrobatica sugli alberi, ma a terra sono impacciati.

La riserva di Wolong si distingue dagli altri centri di riproduzione di panda per l’alta percentuale di successi: negli ultimi anni infatti sono nati 45 piccoli esemplari.

Il centro è finanziato anche da molti turisti, oltre che dal Ministero delle politiche agricole e forestali cinese, che fanno generose donazioni o adottano un panda ( 3.500 euro l’anno per cibo e cure mediche).

 

Il simbolo della riserva, un’imponente scultura di bronzo a grandezza naturale che raffigura il salvataggio di un panda malato, sta proprio a rappresentare l’amore che questa gente ha per un animale bello ma anche molto vulnerabile a causa della progressiva riduzione degli habitat e la scarsità di cibo: le foreste di bambù infatti stanno scomparendo.

I panda ma anche il frutto del lavoro dell’equipe di questa riserva, vale davvero il lungo viaggio fino a Wolong!