Viaggio in Siria, tra archeologia e natura

Il governo interno al paese sta investendo sempre più attivamente sul proprio potenziale turistico, a quanto pare con successo, se nel solo 2007 la Siria è stata visitata da circa 4.000.000 di persone.

Un consenso diffuso e più che meritato per questo fazzoletto mediorientale, racchiuso tra Turchia, Iraq, Giordania, Stato di Israele, Libano e Mar Mediterraneo, custode di bellezze inimmaginabili e di una storia antica, che rappresenta una sintesi delle tante influenze della cultura mussulmana.

Lo sviluppo economico e culturale riscontrato già in età paleolitica, favorisce la nascita di una civiltà fiorente ed evoluta, tramontata intorno al 2220 a.C. (di cui il sito archeologico di Ebla è degnissimo rappresentante). Ad essa subentrano in alternanza Egiziani, Babilonesi, Romani e Bizantini, fino all’affermazione degli Arabi nel VII secolo, che diffondono l’Islam nel paese, facendo di Damasco il nuovo centro dell’Impero Mussulmano. La fine dell’anno 1000 segna l’inizio delle Crociate, che toccano anche la Siria, determinando nuovi assetti, prima con il dominio dei Turchi, poi con le invasioni di Franchi e Mongoli, infine con il controllo dei Mamelucchi (strano ibrido di soldati e amministratori che operano a distanza nei territori sottomessi ai califfi). Nel 1516 la Siria viene conquistata dagli Ottomani e sarà parte integrante del loro impero fino alla caduta nel 1918.

Insieme al già citato sito archeologico di Ebla, i resti della città di Mari rimangono come affascinante testimonianza delle pagine più antiche della storia siriana. Meno lontani ma altrettanto suggestivi i resti romani delle due città di Palmira e Dura Europos, ai quali seguono le memorie di un medioevo distante dai nostri canoni, completamente imperniato di influenze islamiche e di spirito crociato, raccolte nella fortezza militare del Krak dei Cavalieri e nella comunità monastica siriano-cattolica di Mar Musa.

Ma i gioielli più preziosi della Siria sono custoditi nei due scrigni delle città di Aleppo e Damasco.

Aleppo, Patrimonio dell’UNESCO dal 1986 e prima città a fregiarsi del titolo di Capitale Culturale del Mondo Islamico, è la città più popolosa della Siria e tra le più antiche del mondo, gelosa custode di una delle Cittadelle più grandi e radicate della storia e di una vita che procede ininterrotta da 5000 anni.

Risale invece al 1979 il riconoscimento dato dall’UNESCO al centro storico della capitale Damasco (Capitale Araba della Cultura proprio nel 2008); una città in cui la varietà delle testimonianze archeologiche romane, bizantine e mussulmane si fonde con la ricchezza delle espressioni religiose, con la diversità stilistica dei suoi tre celebri minareti o la maestosità delle sue storiche moschee, prima fra tutte quella degli Omayyadi (che cela tra l’altro le reliquie di Giovanni Battista, considerate sacre da tutte le frange religiose della città).