Viaggio in Venezuela, tra le foreste

Selvagge, impenetrabili e grandiose, le foreste del Venezuela attraggono ancora pochi turisti, ma sono davvero uno spettacolo da non perdere.

La felicità degli escursionisti di alta montagna comincia al capolinea della teleferica di Merida, la più alta del mondo (4.765 metri), da cui si irradiano sentieri che portano a minuscoli centri abitati appollaiati sulle vette.

Piste vertiginose discendono le pendici fino agli llanos: un tappeto di paludi e distese erbose dove caimani e uccelli esotici di ogni varietà convivono con i bovini che popolano queste terre in mandrie di migliaia di capi.

 

All’alba gli esploratori cominciano la loro marcia nella foresta, verso i tepuys (enormi altipiani rocciosi). Il sentiero si smarrisce negli intrecci di enormi radici e aggredisce pendici scoscese di rocce ricoperte di muschio. Da un dirupo vertiginoso, un fiume si getta nel vuoto: nel corso della caduta il fiume sembra rallentare e si vaporizza, lasciando una nebbia molto rinfrescante.

Da queste parti vive il matamuta, l’unico serpente del mondo che attacca anche quando non è minacciato: lungo circa tre metri, si alza e colpisce come una freccia.

Madre Natura qui, come dovunque in Venezuela, regna con la sua enigmatica e idifferente maestà e spesso ci si chiede come facciano le popolazione del luogo a vivere in questo inferno verde.

I mesi migliori per visitare le foreste del Venezuela sono agosto e settembre, quando il volume dell’acqua dei fiumi è al massimo, mentre nel resto dell’anno la stagione è considerata secca.