0 Shares 9 Views
00:00:00
12 Dec

Video virale: come cambierebbe la vita di una bambina se scoppiasse una guerra?

Michela Fiori
6 marzo 2014
9 Views
no lost generation

Il rischio che si corre stando costantemente connessi alla Rete è l’anestesia: dei sentimenti e dell’azione. Siamo talmente bombardati da notizie e  immagini che inneschiamo una sorta di automatismo che ci rende immuni dalla compartecipazione: non riusciamo più a distinguere ciò che è vero da ciò che è simulato e tutto scorre al di là di uno schermo smartphone, che ci protegge da ogni tipo di coinvolgimento e ci consente il lusso di un attivismo simulato.

Anche le guerre se filtrate dall’occhio dei media vecchi e nuovi sembrano lontane e “mondate” da ogni implicazione emotiva e fisica: sono immagini, a volte tremendamente spettacolari che si susseguono su uno schermo.

Per scuotere le coscienze e risvegliare l’attenzione su un conflitto che sta facendo milioni di morti soprattutto bambini Save The Children UK ha diffuso un video che racconta, un secondo al giorno, come sarebbe la vita di una bambina se in Uk scoppiasse la guerra. L’impatto è forte, e fa guardare con i propri occhi gli effetti scellerati della guerra vissuti sulla pelle dei bambini (e dei genitori). Il virale ha già registrato più di 3 milioni e mezzo di visualizzazioni in sole 24 ore.

Il video fa parte di una campagna internazionale promossa da alcune delle più grandi organizzazioni umanitarie e agenzie delle Nazioni Unite come UNHCR, Save the Children, Unicef, World Vision e altre Ong. Con l’iniziativa “No lost Generation” vogliono raccogliere 1 milione di dollari per proteggere dallo sfruttamento, l’abuso e la violenza fornire istruzione, i bambini siriani e fornire loro istruzione e assistenza psicologica.

La campagna si estende sul web con il sito www.championthechildrenofsyria.org, e sui social con l’hashtag #childrenofsyria. I Governi, le ONG e l’opinione pubblica sono chiamati a diventare “campioni” dell’infanzia in Siria e sostenere gli sforzi tesi a proteggere un’intera generazione da una vita di disperazione e da un futuro privo di ogni opportunità.

“Siamo prossimi ad un ennesimo amaro anniversario del conflitto siriano, non possiamo più assistere inerti alla scomparsa di un’intera generazione – afferma Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children -Per quasi 3 anni, i bambini della Siria sono state le vittime più vulnerabili del conflitto, hanno assistito all’assassinio delle loro famiglie e dei propri cari, alla distruzione delle loro scuole e all’erosione di ogni speranza. L’infanzia siriana è diventata vulnerabile anche alle peggiori tipologie di sfruttamento incluso il lavoro minorile, i matrimoni precoci e l’arruolamento nei gruppi e nelle forze armate.”

 

Vi consigliamo anche