Cina: vendono i propri figli per comprare videogiochi

Molto triste la storia andata a finire in rete. Due coniugi cinesi, oberati da debiti a seguito di acquisti folli in fatto di videogiochi, sono stati costretti a 'vendere' i propri due figli

Una giovanissima coppia cinese ha superato ogni limite mettendo in vendita al mercato nero i propri due figli a seguito di un indebitamento stratosferico dovuto ad alcuni giochi per mobile e ai tanto temuti acquisti in-app.

A. Hui e A. Mei (questi non sono i loro nomi completi) entrambi appassionati di videogames, già alla nascita del loro primo figlio, a detta dei due non voluto, spendevano mensilmente molto denaro per acquistare oggetti virtuali e acquisti in-app al fine di facilitarsi il cammino in molti giochi online. Nonostante le ristrettezze economiche, l’uomo non ha smesso di continuare a fare acquisti, arrivando al punto di essere costretto a vendere al mercato nero il proprio figlio per pagare gli innumerevoli debiti contratti.

Nonostante il primo errore, se proprio di errore si voglia parlare, la donna è rimasta di nuovo incinta. Nonostante gli avvertimenti della donna, l’uomo non ha mai smesso di frequentare gli internet caffè è i giochi free-to-play con acquisti in-app, trovandosi di nuovo costretto, una seconda volta, a vendere anche il suo secondogenito. Questi bimbi, venduti al mercato nero, nella migliore delle ipotesi vengono comprati ed adottati da famiglie benestanti, in tutti gli altri casi vengono comprati da gang e trafficanti che li mettono sulla strada per aiutarsi nei loro loschi illeciti.

Seppur in ritardo, le autorità sono state avvertite da un informatore anonimo del comportamento quanto mai inusuale di questa coppia e per questo ora A. Hui e A. Mei sono stati arrestati. Sono tuttora in attesa di giudizio.

A dir poco agghiacciante la storia che vi ho appena raccontato. Senza scadere in moralismi banali e luoghi comuni, quella da dipendenza dai videogiochi è una realtà concreta e va presa, perciò, con la serietà del caso. Di certo, le molteplici applicazioni presenti dappertutto, da Facebook ai dispositivi mobili, che promettono divertimento gratis all’inizio e poi via via richiedono sempre più ingenti somme di denaro, è una realtà anch’essa, e per questo bisogna analizzarla bene prima di ritrovarsi in tunnel a solo andata senza uscite di sicurezza.