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Life goes on: per vincere devi morire

LaRedazione - 7 marzo 2014
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7 marzo 2014
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Life goes on: per vincere devi morire

Life goes on è un’avventura che promette di rivoluzionare il mondo dei videogiochi perché, per vincere, devi morire.

Strano vero? Abbiamo passato anni a combattere contro mostri malefici per riuscire ad arrivare vivi alla meta e adesso, con questo gioco, tutto viene rivoluzionato.

Si tratta di un progetto ancora in fase demo, che può essere scaricato gratuitamente, e di cui ancora non è prevista un’uscita ufficiale in versione definitiva.
Tuttavia sta riscuotendo un grande successo perché, nonostante non possa essere paragonato ad alcuni degli ultimi videogiochi usciti negli ultimi tempi, la trama è entusiasmante.

Fondamentalmente è un puzzle-platformer che non nasce per diventare un gioco di culto, anzi, non è un gioco con pretese elevate e, infatti, la sua uscita non ha suscitato particolari aspettative come accade con altri videogame. Forse è stato proprio questo uno dei punti di forza del suo lancio, perché dal momento che non ci si aspettava nulla, la sua meccanica e il suo stile hanno catturato l’attenzione e creato uno strano caso attorno che ha senza dubbio influito positivamente sulle valutazioni critiche del gioco stesso.

E’ un titolo indie di grande impatto che da già idea di quale sia la funzione del gioco: secondo voi, come si passa il livello? Ovviamente riuscendo a suicidarsi; il gioco da vari spunti, perché i cadaveri vengono usati come mezzi per andare avanti, per superare ostacoli e difficoltà.
Si tratta di un ragionamento macabro sotto alcuni punti di vista, ma la grafica del gioco, nella sua semplicità fumettistica, è molto divertente e l’aspetto macabro passa in secondo piano; il proprio cadavere diventa lo strumento, per esempio, per premere un bottone in una stanza dominata da una enorme motosega.

Chi è pratico di videogame, potrebbe chiedersi come si va avanti nel gioco, se si è morti, giusto? Niente di più semplice, perché una volta che ci si suicida, il gioco riparte dal check point precedente senza che vengano in alcun modo modificate le impostazioni del livello raggiunto e, quindi, si potrà procedere superando indenni quelle parti in cui ci si era dovuti ammazzare per ottenere il risultato desiderato.

Chi lo ha provato aspetta già con impazienza il rilascio della versione definita e si chiede se verranno apportate delle modifiche o se, invece, il gioco manterrà questa stessa impostazione con una maggiorazione nella complessità della struttura dei livelli.

Life goes on un gioco nato senza clamori, si prepara ad essere uno dei più amati dell’anno; un gioco che sovverte le regole e impone le sue, dove per vincere bisogna morire, tanto poi si rinasce come nuovi.

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