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Attacco cracker contro Skype

LaRedazione - 2 gennaio 2014
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2 gennaio 2014
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Attacco cracker contro Skype

Nella serata di ieri, un gruppo di cracker denominato Syrian Electronic Army, che appoggia il presidente Al-Assad, ha preso di mira Skype, il software più famoso e diffuso per la messaggistica e telefonia Vo-IP.

In particolare, i cracker affiliati al gruppo si sono dapprima intrufolati negli account Twitter e Facebook ufficiali, dopodiché hanno deciso di fare sul serio eludendo il sistema di sicurezza che difende il blog di Skype da accessi non autorizzati.

Approfittando dell’intrusione, gli attivisti cracker hanno pubblicato diversi messaggi in cui accusano la Microsoft (proprietaria di Skype) di intercettare le conversazioni private tra i singoli utenti: ovviamente l’allusione è relativa allo scandalo Datagate che ha coinvolto la NSA, il servizio di difesa statunitense.

Nel giro di circa mezz’ora, gli hacker sono riusciti a pubblicare anche un paio di tweet in cui si invoca lo stop dello spionaggio e si invita gli utenti a non usare prodotti e servizi Microsoft per la posta elettronica come Outlook oppure Hotmail. I post incriminati sono rimasti visibili sul web per circa un paio d’ore, finché i tecnici di Skype non li hanno rimossi ripristinando la normalità: essendo il primo dell’anno, è facile immaginare che gli addetti alla sicurezza fossero ancora alle prese con i postumi del cenone di Capodanno. Al momento, gli account Twitter e Facebook (ciascuno dei quali conta milioni di seguaci) sono stati completamente ripuliti, mentre il blog è tuttora irraggiungibile, ma si presume che sia comunque una questione di tempo prima che ritorni pienamente funzionante.

Verso le due del mattino (qui in Italia), il team di Skype ha finalmente pubblicato un tweet chiarificatore (condiviso da quasi 500 persone) in cui spiega cosa sia effettivamente accaduto, rassicurando gli utenti che in futuro saranno prese misure molto restrittive affinché tale disguido non si ripeta più e che in ogni caso nessun dato sensibile è stato sottratto dai loro database. Un messaggio simile è apparso anche su Facebook, seguito da migliaia di “Mi piace” e centinaia di commenti relativi alla vicenda.

Insomma, ancora una volta un popolare servizio, come in questo caso Skype, sotto attacco di cracker. Soltanto qualche mese fa, esattamente la notte tra l’otto e il nove ottobre 2013 a cadere sotto le minacce informatiche degli hacker palestinesi  fu WhatsApp, un attacco fulmineo che causò il blocco di tutte le funzioni principali del noto sistema di messaggistica istantanea.

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