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16 Dec

Groupalia offre intervento per ingrandire il seno: solo 99 euro

LaRedazione - 18 settembre 2013
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18 settembre 2013
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Tempi di crisi, certo, ma la voglia di apparire sempre più in forma e di correggere quelli che magari sono difetti che ci portiamo indietro sin da ragazzi, induce tantissime persone a indebitarsi per rimodellare chirurgicamente le parti del corpo di cui non si è soddisfatti. Tutti sappiamo come siano alte le tariffe per ingrandire un seno e la figura del chirurgo plastico non compare di certo fra quelle delle categorie lavorative che guadagnano poco!

Però, per venire incontro alle sempre più frequenti richieste anche di una parte di popolazione che non può permettersi di spendere cifre enormi, Groupalia è un sito che propone alla donna che vuole sottoporsi a interventi per ingrandire il seno, prezzi davvero competitivi: soltanto novantanove euro!

Molte donne con il seno piccolo leggendo questa notizia, e valutando le proprie possibilità economiche, staranno già gridando al miracolo, ma andiamo con ordine. Il sito Groupalia, che propone questo seno sottocosto, ha spinto il Codacons a presentare una denuncia all’Antitrust per vederci chiaro su questa situazione. Oltretutto questa promozione apparentemente conveniente è una delle tante che stanno comparendo in giro sul web, e ciò sta spaventando l’ordine dei medici che teme dietro ci siano le solite speculazioni di arrivisti senza scrupoli e di dottori privi di laurea che vogliono fare soldi sulla povera gente.

L’associazione di Consumatori, che ha ricevuto in merito a questa offerta numerose segnalazioni fa sapere: “Il prezzo ridicolo con cui l’annuncio in questione afferma di poter effettuare l’intervento di mastoplastica ha messo in allarme molti utenti“. La mastoplastica come sanno gli esperti, è un intervento chirurgico al seno e viene fatto per correggere evidenti difetti di natura fisica oppure per rispondere a delle esigenze puramente estetiche.

Insomma questi prezzi low cost hanno scatenato un vero putiferio. La crisi economica spinge le persone a cercate offerte vantaggiose e ad affidarsi magari a trattamenti non riconosciuti dalla medicina ufficiale. Naturalmente quello che più ha fatto inorridire l’Antitrust è il prezzo davvero bassissimo per questo tipo di intervent0, che non copre minimamente le spese sanitarie, quindi c’è sicuramente l’obbligo di accertare questa notizia per capirne la validità.

Però siamo sicuri che molte donne, quando hanno letto questa offerta, hanno di sicuro gioito sperando di poter risolvere i propri problemi di seno spendendo quanto si spende magari per pagare la bolletta del gas. E allora perché levare la speranza a queste persone? Se l’offerta proposta da Groupalia si rivelerà onesta e professionalmente valida chi potrà impedire a queste donne di sottoporsi all’intervento chirurgico? Forse – e a sostenerlo lo sono in tanti – i chirurghi plastici hanno timore di perdere il proprio dominio in questo settore e stanno correndo ai ripari.

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