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11 Dec

Anonymous oscura il sito della Lega: ‘Xenofobi e razzisti’

LaRedazione
16 luglio 2013
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Ieri mattina il sito della Lega Nord è stato messo off-line da un attacco di Anonymous. L’azione hacktivista è stata messa a segno come atto di vendetta per il “gergo xenofobo e razzista” dell’attuale vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, contro un Ministro della Repubblica, Cècile Kyenge, di origini congolesi. Con una raffica di pacchetti SYN TCP, placata solo alle 10:15, l’azione coordinata degli anon ha affollato i server del sito e causato il collasso della struttura. Nel frattempo, chi tentava di collegarsi a www.leganord.org poteva leggere la rivendicazione breve ma esplicita: “Anonymous esprime il proprio disprezzo per le dichiarazioni dell’on. Calderoli”. Il leghista ha paragonato a un orango la Kyenge durante un comizio, invitandola ad “andare a fare la ministra in Congo”, tra tiepidi applausi della piazza.

La Kyenge, dal canto suo, ha stemperato i toni e accettato le scuse, un must, dopo la rovente polemica e la richiesta di dimissioni a Calderoli. Perché stavolta tanto clamore? Perché anche Anonymous si è scomodato? Molti gli elementi che si mescolano: l’offesa parte da una carica istituzionale di alto livello, ma è diretta a una donna di colore e a una donna ministro. Eppure nulla è cambiato! Nei palazzi, almeno, perché in rete qualcosa è cambiato. Eccome!

L’attacco al Ministro per l’Integrazione è avvenuto domenica, ma finora l’unica conseguenza pratica è stata l’azione di denial-of-service della comunità virtuale: come mai i colleghi di Calderoli e tutti i politici si sono limitati al solito teatrino?
Cosa c’è sotto? A quanto pare la rete si è dimostrata ancora una volta più sveglia della politica. D’altra parte, poteva essere il contrario? Il trend è che la realtà cambia a partire dal web.

L’azione anon ha limitato solo per breve tempo la libertà di espressione del partito: gli altri media hanno continuato a funzionare. Nessun danno grave alla Lega. Non si è trattato di un deface, ma di un più comune DDoS. L’obiettivo? Richiamare l’attenzione su due cose: dare della scimmia a una persona è un gesto riconducibile al razzismo – “we do not forgive”; è inaccettabile che chi occupa cariche istituzionali insulti un cittadino senza doverne rispondere – “expect us”. In modo più civile, oggi, la leghista Sandy Cane dal redivivo sito leghista dichiara che bisogna scusarsi per il linguaggio, ma la Kyenge provoca.

Perché? Il motivo del contendere è il cosiddetto IUS SOLI, iniziativa del ministero per riconoscere la cittadinanza ai figli di immigrati nati nel nostro paese. Esprimersi su un tema politico, se non un dovere, è uno stimolo per tutti, e la partecipazione civile al dibattito, anche via social, è un bene. Le Lega ha il diritto di giocare un ruolo politico sulla cittadinanza. Un errore, però, farlo con insulti xenofobi.
Perché Kyenge perdona, ma Anonymous no.

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