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Apple: rispetto dei dipendenti e materiali puliti

LaRedazione
14 febbraio 2014
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Apple: rispetto dei dipendenti e materiali puliti

Impegno per l’uso di materiali “puliti” e maggior trasparenza e nei confronti dei diritti dei lavoratori; sono queste le parole chiave per Apple nel 2014.

E l’azienda di Cupertino le ha messe per scritto nel suo rapporto sulla “Supplier Responsability” che la società di Tim Cook ha appena pubblicato. L’impegno di Apple per quanto riguarda le condizioni di lavoro dei dipendenti delle fabbriche dei suoi fornitori è noto da tempo, ma l’intenzione dell’azienda americana è quella di incrementarlo ancora.

Già nel corso del 2013 il numero dei controlli effettuati da organismi “terzi” per conto della casa di Cupertino nei confronti dei fornitori era aumentato del 15% rispetto all’anno precedente, ed il 95% dei fornitori di minerale utilizzava orari di lavoro con un limite massimo di 60 ore settimanali, ma l’impegno di Apple anche in questi casi è quello di abbassare ancora questo limite e di aumentare la percentuale fino al 100%.

Apple opererà in questa direzione con una attenta selezione delle aziende fornitrici, in base alla relazioni che riceverà dai team di controllo, escludendo quelle che non rispettano i suoi standard. Un altro argomento trattato dal rapporto è quello della fornitura dei metalli che provengono da zone del mondo soggette ad azioni di guerra. La società di Tim Cook dichiara nel suo rapporto che il ‘tantalio‘ impiegati nella realizzazione dei suoi prodotti non proviene da zone di guerra come potrebbe essere il Congo, o da altre zone nelle quali le vendite di questi materiali indispensabili per la produzione dei componenti possano servire a finanziare le lotte armate dei gruppi ribelli, od anche le unità governative dei vari paesi.

La pubblicazione del rapporto va inquadrata anche come risposta da parte dell’azienda di Cupertino alle critiche che le erano state rivolte, sia per le condizioni di lavoro delle maestranze che per lo scarso rispetto per l’ambiente. Per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, Apple ha comunicato di aver dato vita a dei corsi di formazione specifici.

Un capitolo del rapporto, che esalta la trasparenza dell’azienda di Tim Cook è quello della lista dei fornitori principali, tra i quali anche tre società italiane, dislocate in Lombardia, in Sicilia ed in Emilia Romagna.

In definitiva sia per rispondere alle critiche che per iniziativa autonoma, la pubblicazione del rapporto da parte di Apple, è sicuramente un passo avanti nella direzione giusta, l’uso di materiali “puliti” e del rispetto dei diritti dei lavoratori da parte dei fornitori della Apple dovrà essere uno degli obiettivi del 2014.

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