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13 Dec

Banda larga in Italia: prestazioni in calo

LaRedazione
29 gennaio 2014
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banda larga italia

L’Italia è l’unico paese ad essere peggiorato nelle prestazioni delle connessioni internet in banda larga, che hanno subito una flessione sia nella velocità media che nei picchi. E’ quanto pubblicato da Akmai Technologies.

L’Italia è scivolata quindi al ventitreesimo posto nella graduatoria europea e al terzultimo nella graduatoria EMEA. La velocità media della banda larga italiana è attestata per i mesi di riferimento luglio-settembre a 4,9 Mbps, con una flessione dell’1,4% rispetto al trimestre precedente. La situazione per la velocità media non è però così nera: il margine annuale è ancora positivo (+24%) e quindi non c’è ancora da allarmarsi.

Per quanto riguarda i picchi raggiunti dalle connessioni in banda larga la situazione è leggermente più allarmante: oltre che un pesante -22% nell’ultimo trimestre, la discesa è anche annuale (-4,9%) e rappresenta il peggiore dato tra gli stati dell’Unione Europea. Le motivazioni? Non sono chiare e nemmeno gli analisti di Akmai Technologies hanno dato conclusioni certe, ma quel che è percepibile è un rallentamento sensibile nello sviluppo delle reti in banda larga all’interno del territorio italiano.

Non favorisce un’adeguata ripresa dello sviluppo il calo di abbonati alle reti in banda larga, dovuto anche alla situazione di crisi economica: l’Italia ha un desolante 49% nelle connessioni fino a 4 Mbps e soltanto la Turchia è riuscita a far peggio strappandole il primato (35%). Le connessioni high broadband (sopra i 10 Mbps) mostrano uno scenario desolante: nonostante la crescita trimestrale (+0,5%) e annuale (+40%) il numero di adozioni è del 3,7%.

La crescita non basta a far annichilire i dati italiani rispetto a Francia (12%), Germania (17%), Spagna (14%) e Regno Unito (27%), i paesi con le percentuali più elevate nell’area UE. C’è un solo settore in cui l’Italia riesce a tenere il passo dei grandi paesi europei: le connessioni mobile. La velocità media è infatti attestata a 4,5 Mbps, mentre i picchi sono di 19,8 Mbps (dati in linea con la banda larga).

L’unica pecca in questi dati è la differenza tra il migliore operatore italiano e il peggiore: 4,5 Mbps contro i 2,9 di chi non è riuscito a fare altrettanto bene. Come spiegare queste differenze? Per gli analisti individuare il fattore responsabile è piuttosto semplice: la concorrenza. Mentre il mercato delle connessioni domestiche è praticamente in stallo e, promozioni a parte, le offerte sono le stesse da anni, quello delle connessioni mobile è un settore di concorrenza spietata che porta ad investimenti e migliorie pressoché continui.

La speranza è che il calo delle prestazioni su banda larga, fatto registrare in Italia, sia superato grazie ad adeguati interventi legislativi.

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