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Bitcoin, arrestato Charlie Shrem per riciclaggio di denaro

LaRedazione - 28 gennaio 2014
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28 gennaio 2014
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Bitcoin, arrestato Charlie Shrem per riciclaggio di denaro

Charlie Shrem, amministratore delegato di BitIstant, è stato arrestato nella giornata di ieri a New York insieme all’operatore BitCoin Robert Faiella. Entrambi sono stati in seguito rilasciati sotto cauzione.

L’accusa per Shrem è di riciclaggio di denaro: l’ad BitIstant avrebbe infatti riciclato soldi sporchi per conto di Silk Road, sito web reo di vendere sostanze stupefacenti proibite dalla legge statunitense chiuso per questo motivo nell’ottobre 2013.

Shrem è accusato nel dettaglio di aver venduto 1 milione di dollari in valuta digitale Bitcoin ad alcuni utenti del sito incriminato Silk Road.
L’agente della DEA (Drug Enforcement Administration) James Hunt che si è occupato delle indagini ha dichiarato in una nota che Shrem e il suo collaboratore hanno favorito in questo modo l’acquisto di droga online beneficiandone con guadagni personali.

Cosa sono i Bitcoin? Il Bitcoin è una moneta digitale inventata nel 2009 da un esperto crittografo conosciuto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. La vera identità dell’inventore del BitCoin è tuttora sconosciuta. Si tratta di una moneta dal valore esclusivamente digitale: in altre parole al di fuori del web non ha alcun valore.

L’emissione di moneta Bitcoin è regolata da una rete di macchine informatiche sparse in tutto il mondo e sul valore di quest’ultima non ha potere decisionale nessuno stato.
La natura dei BitCoin è duplice: se da un lato non sono soldi fisici (come quelli su una carta di credito) dall’altro non permettono transazioni tracciabili o annullabili, esattamente come avviene con il denaro contante.

Le transazioni sono immediate e gratuite e questa natura ambigua ha fatto sì che i Bitcoin divenissero la valuta più utilizzata sull’incriminato Silk Road.
Silk Road era un sito fondato da Ross William Ulbricht, che è stato arrestato contestualmente alla sua chiusura, che si occupava della vendita di materiale (fisico e non) illegale tra cui sostanze stupefacenti, armi e ovviamente pornografia.
Ci si accedeva tramite il sistema di proxy Tor, in grado di garantire l’anonimato agli acquirenti.

Gli eventi mostrano i rischi collegati a un sistema privo di controlli come quello dei Bitcoin: oltre che favorire il traffico illegale rischia di diventare un paradiso fiscale globale per investitori privi di scrupoli.
L’arresto dell’ad Charlie Shrem potrebbe infatti non rimanere un caso isolato, vista la facilità con cui lo strumento permette il riciclaggio di denaro.

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