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16 Dec

Blocco fondi banda larga, le Associazioni protestano

dgmag - 10 novembre 2009
10 novembre 2009
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Le Associazioni che riuniscono le principali aziende attive nell’Information & Communication Technology, pubblicità e comunicazione, editoria operanti sul mercato italiano e alcune tra le più importanti Associazioni consumatori hanno inoltrato un appello congiunto al Governo Italiano per chiedere di riconsiderare il congelamento della prima tranche, pari a 800 milioni, di investimenti per lo sviluppo della banda larga nel nostro Paese.

Le Associazioni chiedono che si valuti l’ipotesi di "considerare l’importanza di una rapida approvazione da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica delle risorse previste dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69, pari a 800 milioni di euro per gli investimenti finalizzati allo sviluppo della banda larga nel nostro Paese".

Si legge ancora nell’appello: "si è concluso proprio l’altro giorno lo IAB Forum, la più importante manifestazione italiana relativa alla comunicazione interattiva, nel quale il mondo dell’industria e dell’economia, insieme alla comunità scientifica ed alla rappresentanza dei consumatori, hanno ribadito con forza come anche il nostro Paese debba puntare sull’innovazione tecnologica delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle famiglie per uscire dalla situazione attuale ed avviare un rapido rilancio della nostra economia e dell’occupazione, accelerando l’uscita dalla crisi".

E ancora: "il Governo ha sempre ribadito l’importanza del superamento del digital divide – tramite investimenti in nuove tecnologie e sviluppo della banda larga – come volano per il rilancio della competitività per le PMI italiane, l’avvicinamento della Pubblica Amministrazione ai cittadini e la creazione di posti e opportunità di lavoro. La banda larga oggi non è un’opzione facoltativa ma un’infrastruttura necessaria per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese".

Dunque, concludono le Associazioni, "è indispensabile che l’Italia non perda altro tempo e prenda decisioni, come stanno facendo altri Paesi europei, con prospettive di medio-lungo termine affinché possa restare uno dei player principali delle economie avanzate".

L’appello sarà ascoltato o saremo costretti a guardare gli altri fare passi avanti e noi restare fermi ai blocchi di partenza?

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