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18 Dec

Blocco Twitter dovuto al conflitto russo-georgiano?

dgmag - 7 agosto 2009
7 agosto 2009
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Secondo alcuni esperti, il blackout di Twitter che ha colpito anche Facebook potrebbe non essere frutto di un attacco informatico ma rientrare in una più strategia geopolitica all’interno dello scacchiere russo-georgiano.

Secondo gli analisti, gli hacker avrebbero infatti attaccato originariamente dalla regione dell’Abkhazia, terra contesa da anni tra Mosca e Tiblisi, e la mossa sarebbe la risposta alla propaganda politica diffusa attraverso il web.

Da quale delle due parti sia partita l’offensiva cibernetica non è chiaro ma gli ingegneri americani giurano che la paralisi del sito sia l’ultima arma usata nel conflitto del Caucaso.

Secondo quanto riferito al New York Times dall’organizzazione no profit Packet Clearing House i pirati informatici hanno agito bloccando il traffico dei social network convogliando milioni di utenti contemporaneamente attraverso una catena di mail che ha avviato le pagine di Twitter e Facebook non appena è stata aperta dai destinatari.

L’attacco Facebook sembra invece avere avuto effetti più lievi e secondo alcuni tecnici i due blackout potrebbero non essere direttamente collegati.

Persino Google, il più grande motore di ricerca della rete, è dovuto correre ai ripari alzando ieri pomeriggio le proprie difese per non essere contagiato dall’attacco. L’oscuramento dei siti che consentono la diffusione di massa di messaggi anche politici potrebbe dunque essere la nuova frontiera dei conflitti internazionali.

Twitter, che consente ai propri membri di inviare messaggi di 140 battute visibili a tutti gli utenti, è divenuto infatti negli ultimi mesi strumento di lotta politica in molte parti del mondo, a partire dalle contestazioni che hanno seguito le elezioni iraniane del 12 giugno.

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