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Blog gratis, La Stampa chiude quelli dei lettori

5 maggio 2010
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Il blog è vivo o morto? E, soprattutto, come può resistere all’avanzata dei nuovi strumenti di comunicazione online, più veloci e più interattivi, come per esempio FriendFeed o il più popolare Twitter?

Sembra essere questo il dilemma de La Stampa che ha fatto sapere di essere in procinto di chiudere tutti i blog dei lettori ospitati appunto sul sito del giornale torinese.

La mail inviata ai blogger parla chiaro nonostante il tentativo di moderare i termini ed essere concilianti: "per limitare il tuo disagio, non sarà interrotto il servizio attuale, che continueremo ad offrirti fino a fine anno: così nel frattempo avrai il tempo di decidere il da farsi in questi prossimi mesi del 2010 mentre prosegui senza cambio di piattaforma. Se volessi migrare a una piattaforma migliore, ti segnaliamo che Typepad offre un upgrade che caldeggiamo perchè ti permetterebbe di migrare senza perdere nulla di quanto postato finora".

E poi continua: "se invece decidi di abbandonare il blog su questa piattaforma perchè lo spazio non sarà più gratuito, ci farebbe piacere se continuassi a dialogare con noi nelle varie finestre interattive che lastampa.it offre: non è detto che in un prossimo futuro non emergano nuove opportunità per sperimentare il citizen journalism. Ringraziandoti per l’attenzione, ti esprimo gratitudine per la fiducia che ci hai accordato finora e ti auguro buon proseguimento".

Chiaramente l’idea di pagare per tenere in piedi il proprio blog non piace ai blogger che negli anni hanno contribuito alla crescita de La Stampa e che oggi si trovano a recitare la parte degli sfrattati.

Non solo, perchè a loro viene chiesto di continuare a far parte della community della Stampa esprimendo opinioni su pezzi scritti da altri, giusto giusto per generare altro traffico utile.

Che i blog non attraversino una fase felice sembra ormai chiaro, specie perchè tutti raccontano le stesse cose e non esiste più pressochè nulla di originale in quanto scritto da 1 o da 100 persone; e chiudere i blog dei lettori sembra essere necessario per La Stampa e per evitare oneri economici troppo grandi.

Ma quale sarà allora la forma comunicativa del futuro online? E chi sopravviverà? I soliti noti grazie al giro di amicizie o chi saprà davvero, nel tempo, tirare fuori l’idea giusta?

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