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11 Dec

Blogger in sciopero contro il ddl Alfano

LaRedazione
13 luglio 2009
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Se non siete d’accordo con il decreto Alfano, potete gridarlo silenziosamente.

Domani 14 luglio nessun blogger pubblicherà post, commenti ed opinioni per scioperare in silenzio contro il maxi-emendamento che vuole imbavagliare la rete.

I diretti interessati dell’obbligo di rettifica si stanno muovendo per evitare che la libertà di informazione venga limitata (per non dire abbattuta), e sono molte le iniziative che sono state promosse in merito.

Enzo di Frenna ha creato Diritto alla Rete, il social network della protesta. Gli iscritti possono imbavagliarsi e fotografarsi per poi caricare la foto sul sito, così da dare un volto a quanti hanno deciso e stanno decidendo di aderire allo sciopero. Le immagini saranno montate in un video che sarà pubblicato su YouTube: tutto il mondo saprà cosa sta accadendo in Italia.

E’ anche possibile firmare una petizione, basta andare qui.

L’Italia dei Valori ha presentato un emendamento da 483 caratteri (spazi inclusi) proposto in rete qualche tempo fa, e che modifica leggermente il testo del ddl intercettazioni.

Su Facebook è nato un gruppo Salvablog che adesso ha anche un blog, utilissimo per rimanere aggiornati sempre  e comunque.

Guido Scorza, Enzo di Frenna e Alessandro Gilioli hanno indetto una manifestazione a Roma che dovrebbe partire domani allle 19.00 da Piazza Navona e che vedrà la partecipazione di almeno cento persone imbavagliate e silenziose.

Qualcuno ha anche creato un format per la pagina web che chiunque vorrà aderire potrà utilizzare, e qualcun altro ha fatto sentire la propria voce mettendo su uno spot il cui video abbiamo deciso di inserire di seguito.

Alcuni hanno lavorato sul logo dell’evento, che dovrà essere inserito nei blog dei partecipanti, mentre altri hanno fatto in modo che anche gli avatar di Second Life possano partecipare alla protesta.

Quello di domani è il primo sciopero dei blogger mai organizzato al mondo. Se funzionerà l’Italia avrà guadagnato finalmente il merito di aver lottato per la libertà d’informazione.

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