Bug e problemi di privacy per Chrome di Google

Sono passate poco più di 48 ore dal rilascio della versione beta del browser di casa Google, Chrome, che già arrivano le prime lamentele e si scoprono i primi errori.

In linea di massima Chrome dovrebbe piacere a tutti perchè è veloce, semplice e soprattutto comprensibile e usabile: in poche parole, è tutto il contrario di Internet Explorer, dicono quelli che non vedono l’ora che il monopolio di Microsoft nel settore dei browser venga sconfitto.

Ma Chrome non è affatto tutto luci e, sotto la patina dorata, si nasconde un mondo fatto di bug e violazione della privacy: lo sostiene nello specifico un ricercatore israeliano esperto di web security, Aviv Raff, che in una demo mostra come sia facile un eventuale attacco al computer dell’utente del browser.

Nel kit di base utilizzato da Chrome, infatti, è possibile inserire un bug Java che facendo apparire sul desktop icone fasulle apre la strada a virus e malware.

E se questo non bastasse, dice Raff e con lui in questo caso anche tanti altri, c’è da non sottovalutare il problema della privacy: leggendo i termini del servizio fornito da Google con Chrome si nota che "Google si riserva di installare automaticamente aggiornamenti di correzione o potenziamento del browser come bug fix, funzioni avanzate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove" senza alcun controllo da parte dell’utente.

E chiaramente, è previsto l’utilizzo da parte di Google dei tracciati di navigazione dell’utente per fini pubblicitari: "alcuni servizi sono supportati con sistema di advertising revenue e possono mostrare pubblicità e promozioni. Queste pubblicità possono essere personalizzate sui contenuti delle informazioni allocate nei servizi, nelle query composte attraverso tali servizi o attraverso altre informazioni", si legge all’interno dei termini d’uso.

Ma su questo punto c’è chi non ha dubbi: Chrome, essendo un progetto open source, può essere modificato da chiunque e chiunque può capire se ci siano le condizioni per una violazione della privacy degli utenti e, volendo, fare qualcosa per bloccare questa ingerenza.

Sicuramente Chrome, nel futuro (e non è detto che non si tratti di un futuro prossimo) potrebbe essere un buon prodotto grazie al quale Google potrà targettizzare ancora di più la sua pubblicità.