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15 Dec

Censura ad Internet, la politica ci riprova quando ha paura

La Redazione - 16 dicembre 2009
La Redazione
16 dicembre 2009
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Può l’aggressione ad opera di uno squilibrato portare all’adozione di misure urgenti contro Internet?

A quanto pare secondo il Ministro Maroni sì, se è vero che proporrà "misure delicate che riguardano terreni come la libertà di espressione sul Web e quella di manifestazione".

Regole che, a detta del ministro, potranno mettere un freno a quanti tramite la Rete delinquono, a qualsiasi titolo e sotto qualsiasi forma.

Rischiamo censura? O si tratta di un allarmismo ingiustificato? Ad oggi, e in attesa che le norme vengano proposte, il sospetto che si voglia mettere un freno alla libertà di espressione tramite Internet è totale e giustificato.

Consci del fatto che il mezzo non porta con sè un messaggio, è vero che ora come ora Internet è catalizzatore di opinioni, visioni, tendenze e per questo motivo fa paura.

Fa paura che ci sia libertà di parola, che ci si prenda la briga di rendere note questioni che non lo sarebbero, che ci si trovi di fronte ad un messaggio che in breve tempo può diventare globale proprio per via della potenza del mezzo.

Internet è potente e la politica lo sa: ma non è certamente mettendo dei paletti che si risolve il problema, da qualcuno definito morale, dei messaggi veicolati dal mezzo.

Ricordiamo peraltro che è ancora in vigore, e rischia di essere rinnovato, il Decreto Pisanu che prevede la schedatura preventiva dell`identità e delle attività di chi naviga.

Anche perchè a ben guardare leggi che dispongono su minacce ed insulti di vario tipo in Italia ci sono ma non vengono applicate: non vengono applicate nei confronti dei pubblici cittadini e non vengono applicate, anzi a maggior ragione non vengono applicate, nei confronti della classe politica che spesso si avvantaggia delle proprie possibilità per insultare la società civile.

Non servono leggi restrittive, non servono misure urgenti perchè di urgente, ad oggi, c’è solo la necessità di ripensare il rapporto della politica con Internet: se la Rete è luogo di aggregazione, perchè non sfruttarla a proprio vantaggio?

Non siamo, e gradiremmo non essere portati ad essere, in uno stato di polizia e ogni tentativo di censura, oscuramento, limitazione delle libertà deve essere considerato un atto grave nei confronti di chi usa la Rete, di chi ne trae vantaggio e di una società che non si evolve senza se non messa in condizione di farlo.

Il ferimento di Berlusconi da parte di un pazzo offre alla politica lo spunto per implodere su sè stess
a. Ancora una volta.

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