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Chiuso Italia.it

LaRedazione - 22 gennaio 2014
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22 gennaio 2014
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Chiuso Italia.it j

Si spengono definitivamente i riflettori su Italia.it, il portale turistico che avrebbe dovuto esaltare e far conoscere le bellezze del nostro Paese per attirare più visitatori.

Sono sette i milioni di euro investiti in questa operazione (secondo le fonti ufficiali), dei quali quasi solo centomila per un logo che non è mai piaciuto davvero. Ed ora il portale riesce a stare on line grazie solo al lavoro gratuito della redazione che continua a credere in questo progetto e non vuole disperdere i ventuno milioni di euro che erano stati stanziati inizialmente per la creazione e la gestione del portale.

In realtà Italia.it non è mai stato fortunato. Dopo lunghi tira e molla, nel gennaio del 2009 era stata decretata la sua chiusura da Francesco Rutelli, l’allora ministro per i Beni Culturali con delega al Turismo. La decisione era stata presa in un weekend, forse sperando di farla passare inosservata, ma così non era stato visto che da tempo era nell’occhio del ciclone delle polemiche, esempio di come in Italia vengano sperperate le risorse pubbliche.

Eppure ci avevano provato in tanti a far decollare il portale: prima Berlusconi, che nel 2004 lo aveva inaugurato; poi Prodi, che aveva cercato di farne il suo fiore all’occhiello; poi di nuovo Berlusconi, tentando di porre rimedio ad errori e colpe. Nel mezzo, anni di litigi ed accuse, ma anche di un continuo spreco di risorse che potevano essere investite meglio per rilanciare un settore – quello del turismo – che potrebbe davvero aiutare a risolvere i problemi occupazionali del nostro Paese.

Le Regioni, in fondo, tirano un sospiro di sollievo perchè Italia.it è sempre stato accusato di non essere un portale nazionale, di reale promozione del territorio, ma esclusivamente un contenitore di informazioni frammentarie e poco incisive, per le quali era stata anche richiesta la collaborazione delle Regioni stesse dietro corrispettivo di denaro. Denaro che non è mai stato effettivamente elargito alle Regioni, da qui il disinteresse per un progetto che, invece, era fondamentale condividere per la sua buona riuscita.

La chiusura di Italia.it è l’ennesima occasione mancata? Probabilmente sì ma si aspetta con fiducia un intervento ufficiale del Governo.

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