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17 Dec

Codice di autoregolamentazione per Internet, questa la strada

La Redazione - 23 dicembre 2009
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23 dicembre 2009
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Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il ministro dell’Interno Maroni ha avuto un incontro con i fornitori di connessioni e di servizi web al termine del quale si è arrivati ad una conclusione: non ci sarà nessun intervento atto a legiferare sui reati commessi via Internet ma solo un codice di autoregolamentazione.

"La strada da seguire"
, ha dichiarato il ministro, "è quella di cercare un accordo fra tutti, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga i soggetti interessati, evitando interventi d’autorità ma ottenendo ugualmente il risultato sulla base di un accordo".

Se l’accordo si farà, "sarà il primo caso al mondo di un sistema di autoregolamentazione che coinvolge tutti i soggetti, su un terreno così delicato qual è il confine tra la libertà di espressione del pensiero garantita dalla Costituzione e la necessità di evitare e di rimuovere contenuti che integrino gravi reati".

"Ci siamo riproposti di elaborare delle proposte e per questo ci riuniremo di nuovo a metà gennaio per un’analisi dettagliata di tutte le idee. Certo, la soluzione in tempi rapidi è auspicabile per combattere ed evitare la proliferazione di gruppi che inneggiano all’omicidio, al terrorismo, alla mafia. Si può fare un accordo che coinvolga tutti", ha concluso Maroni.

Sfumata dunque del tutto il Ddl di Raffale Lauro, che proponeva da 3 a 12 anni di carcere sostenendo che i reati commessi online erano un’aggravante.

Al ministero erano presenti, fra gli altri, rappresentanti di Facebook, Google Italia, H3G,Microsoft, Telecom, Vodafone, British Telecom-BT Italia, Wind Italia, Associazione italiana Internet provider, Assotelecomunicazioni, Confindustria e ministero per le politiche per i giovani.

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