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L’NSAgate travolge Xbox One e Skype!

25 giugno 2013
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Microsoft sempre più nell’occhio del ciclone. Il datagate non fa sconti per nessuno ed è la volta di Skype e di Xbox One. Nella lotta per la tutela della privacy, l’ex impiegato dell’NSA (l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense) Edward Snowden svela nuove informazioni: “Skype lascia monitorizzare le proprie conversazioni e la Xbox One non tutelerà la privacy nei servizi Xbox Live”.

Datagate e privacy: ormai si vive solo di spionaggio, e il concetto di tutela è svanito. Questa è la volta di Microsoft, che finisce sotto i riflettori accusatori per quanto riguarda la piattaforma di Skype, acquistata nel 2011, ed anche per il suo nuovo gioiellino, la Xbox One, neanche uscita sul mercato e già al centro di mille polemiche.

Il caso Skype colpisce molto. Chi non conosce il sistema di videochiamata e chat di Microsoft? Il New York Times ha pubblicato l’ennesimo documento rivelatorio di Snowden, dal quale si evince una stretta collaborazione con la NSA, a favore della quale Microsoft si sarebbe messa a disposizione delle autorità federali ed avrebbe facilitato l’accesso ai log delle chat e alle chiamate effettuate tramite tale piattaforma. L’operazione è stata nominata “Project Chess”: è stato evidente che dal 2011 vi fosse una stretta collaborazione tra NSA e Skype. In realtà però è stato messo in luce che la collaborazione era già avviata nell’anno in questione: ciò porta a supporre che già da tempo le due parti in gioco avessero stretto rapporti tra di loro, e con le agenzie governative. Skype cerca di correre ai ripari asserendo: “Niente di più contrario alla filosofia di Skype”.

Di tutt’altra natura la questione Xbox One. Dopo la sua presentazione, e tanti problemi legati allo sviluppo della sua nuova arma, Microsoft sembra essere finita nel vortice della guerra per la tutela della privacy. Il problema è legato specialmente al Servizio Xbox Live e quindi, indirettamente, al Kinect, che è sempre collegato e attivo. Da come si legge nelle condizioni di utilizzo del servizio online di Xbox: “L‘utente non dovrà aspettarsi alcun livello di protezione dei dati personali che riguardano l’utilizzo delle funzionalità di comunicazione dal vivo offerte tramite il Servizio Xbox LIVE”, aggiungendo che: “Microsoft può condividere o divulgare informazioni personali, compreso il contenuto delle comunicazioni per rispettare le leggi o per rispondere a richieste leggittime o procedimenti legali, incluse quelle provenienti dalle forze dell’ordine e dalle agenzie governative”. Ma anche qui si vuole correre subito ai ripari e Microsoft rassicura: “Tali dati non possono essere prelevati senza richiesta giudiziaria e inoltre le conversazioni rilevate dal microfono Kinect non verranno nè registrate nè inviate a terzi”.

Ma dopo lo scoppio dell’ NSAgate, siamo sicuri di poter aver ancora fiducia nelle parole di una delle multinazionali più colpite del caso?

Francesco Calderone

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