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17 Dec

DDL intercettazioni, Wikipedia chiude per protesta

dgmag - 5 ottobre 2011
5 ottobre 2011
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Da ieri sera Wikipedia ha deciso di chiudere i battenti per protestare contro il DDL intercettazioni che, se approvato, potrebbe portare alla chiusura coatta dell’enciclopedia più famosa della Rete, almeno in Italia.

Il motivo della protesta riguarda il comma 29 del DDL secondo cui un sito non giornalistico ha l’obbligo di pubblicare, entro 48 ore da un’eventuale richiesta, una rettifica nel caso in cui un contenuto inserito leda l’immagine di un soggetto che si senta parte appunto parte lesa.

In sostanza secondo Wikipedia si tratta di una sorta di censura e bavaglio alla Rete e alla libertà di informazione dal momento che l’obbligo di rettifica non prevede che il soggetto che ha pubblicato possa entrare nel merito dei contenuti anche in presenza di prove che giustificano quanto pubblicato.

Per questo motivo tutte le 850.000 voci presenti sulla versione italiana di Wikipedia sono state chiuse e tutte rimandano ad un comunicato che spiega i motivi per cui si è deciso di optare per questa soluzione.

Al DDL è già stata apportata la prima modifica, ad opera del deputato del Pdl Roberto Cassinelli che ha proposto che l’obbligo di rettifica immediata debba riguardare solo i siti giornalistici registrati in Tribunale mentre per tutti gli altri debba essere previsto un termine di 10 giorni dal’arrivo della richiesta; un termine che comunque non è considerabile rispettoso e che non apporta novità al DDL.

Per fare in modo che la notizia non passi inosservata, Valigia Blu ha tradotto il comunicato di Wikipedia in inglese e sta facendo circolare su Twitter il materiale contrassegnato dall’hashtag #freespeechitaly mentre sotto l’hashtag #wikipedia circolano su Twitter tutti i contenuti relativi a questa protesta.

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