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13 Dec

Digital divide: l’Italia è ancora poco tecnologica

29 settembre 2009
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L’Osservatorio Italia Digitale 2.0, realizzato da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici in collaborazione con il Dipartimento per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica ha presentato ieri a Milano i dati di un’indagine sull’utilizzo di Internet e delle nuove tecnologie in Italia, dimostrando che il nostro Paese è ancora molto indietro.

Infatti solo il 47% della popolazione tra 15 e 74 anni (21,6 milioni nel 2008) accede tramite Internet ai servizi online ed 1/3 delle aziende continua a non essere in rete mentre tra le microimprese il tasso sale al 43%.

Anche se la diffusione di piattaforme ICT di base (PC, banda larga, sito web, software) nella fascia di imprese sopra i 50 dipendenti vede l’Italia sostanzialmente allineata rispetto alla media dei 27 paesi Ue.

Più in generale l’innovazione digitale è ancora poco associata alla possibilità di sviluppare il business se è vero che nella seconda metà del 2008 gli utenti connessi sono stati 6 milioni di individui, ovvero il 28% degli utenti Internet a fine anno.

L’utilizzo di Internet in mobilità è invece segmentato in due cluster principali: business users (imprenditori e dirigenti) e giovani (studenti).

Le famiglie italiane con connessione a Internet in banda larga hanno superato nel corso del 2009 la soglia dei 10 milioni (comprese le famiglie connesse in mobile broadband); nonostante questo dato persiste un digital divide infrastrutturale che coinvolge ancora il 12% della popolazione. Il digital divide coinvolge anche aspetti socio demografici e culturali (quali età media elevata, nuova immigrazione, bassi redditi, bassa scolarizzazione) e in questo senso la bassa alfabetizzazione informatica gioca un ruolo chiave per cui le famiglie dotate di un PC sono appena il 52%.

Tutti i comuni sono informatizzati, accedono a Internet (nella maggior parte dei casi con collegamenti a banda larga) e in misura significativa (82%) hanno un sito web. La digitalizzazione sembra essere avvenuta però soprattutto per questioni amministrative, per dialogare in rete con gli enti centrali della PA (Agenzia delle Entrate, Anagrafe, Inps, Camere di Commercio ecc.), mentre i servizi online per gli utenti sono ancora poco diffusi. Il livello di interattività dei comuni con i cittadini risulta ancora molto basso: l’offerta di servizi online è molto spesso limitata ai soli contenuti informativi, come accade per il 59% dei siti web dei Comuni. Il 37% dei comuni consente invece di scaricare moduli e solo il 4% mette a disposizione applicazioni veramente interattive, quali l’avvio e/o conclusione di pratiche e pagamenti online.

Pur presentando una dotazione tecnologica di base di buon livello (internet 98%, banda larga 95%, sito 71% e intranet 67%) le scuole italiane sono ancora indietro nel processo di implementazione dei servizi alle famiglie e agli studenti: il 100% offre informazioni di carattere generale, ma solo il 2% consente pagamenti ed iscrizioni online. Le tecnologie sono entrate nella scuola, ma più nell’amministrazione che nella didattica.

Il mondo della sanità mostra livelli elevati di diffusione dell’ICT, più o meno per tutte le principali piattaforme: internet 100%; banda larga 98%, sito 84%, intranet 81%, cellulare 58% e sistemi di videocomunicazione 15%. Tuttavia le opportunità offerte dalle reti in banda larga sono ancora poco sviluppate, soprattutto nella possibilità di effettuare online prenotazioni, pagamenti e ritiro esami.

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