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14 Dec

Facebook: stop a contenuti violenti e sessisti

Michela Fiori
30 maggio 2013
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Facebook dice basta ai contenuti violenti e sessisti e lo fa con una nuova policy sulla pubblicazione dei contenuti.

La decisione arriva dopo l’indignazione di molti utenti e la pressione indiretta di molti inserzionisti che hanno deciso di non investire più nella pubblicità all’interno del social network più famoso al mondo. A sollecitare la risposta di Facebook è stata anche una campagna internazionale promossa dagli attivisti inglesi Everyday Sexism Project dagli americani WAM! (Women, Action and the Media) e dall’attivista Soraya Chemaly.

Troppi contenuti misogini, con immagini violente e ironia grottesca. Facebook negli anni ha dato troppo spazio a foto e messaggi che istigano all’odio e alla violenza: soprattutto sulle donne.

Mascherate da vignette o battute da bar dello sport, sono molte le bacheche e le pagine che presentano foto di donne brutalizzate o messaggi che incitano alla violenza.

Come anticipato però, a muovere Facebook, oltre a un’opportunità sociale, c’è anche un’opportunità di tipo economico. Sono in aumento le grandi aziende, come Nissan e Unilever, che hanno deciso di non investire più nella pubblicità sul social network perché i loro messaggi promozionali apparivano troppo spesso vicino a messaggi contro le donne o a contenuti violenti.

Per la stesura delle nuove linee guida, Menlo Park si avvarrà anche della consulenza di associazioni per la tutela dei diritti delle donne e di esperti legali.

Cambieranno dunque le regole per la pubblicazione dei contenuti. Ci sarà un controllo più accurato e i titolari dei contenuti potranno essere denunciati, probabilmente direttamente dallo stesso Facebook. 

[foto: Tomislav Pinter/Shutterstock.com]

Michela Fiori

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