Facebook è per sfigati?

Fa discutere la presa di posizione degli psicologi italiani che bollano Facebook, il social network più famoso del momento, come roba per sfigati e per persone sole.

Secondo Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell’Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma, "ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti".

Al punto tale che il milione e 369.000 italiani contagiati da Facebook può essere, secondo gli esperti, categorizzato in base al proprio profilo online: si va dai troppo soli agli insoddisfatti a quelli con l’alter ego, a quelli che lo fanno per farsi pubblicità, ai cuori infranti fino ad arrivare ai latin lover virtuali.

Intervistata da AdnKronos, la Vinciguerra sostiene che "l’enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di solitudine. Abbiamo costruito la nostra vita su un’immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi che c’eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso di vuoto, perché più che l’essere abbiamo curato l’apparire e così finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come "rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un po’ tutti ma in passato non era così".

Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell’Università Gregoriana di Roma, è d’accordo con la Vinciguerra e anzi va oltre: "Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perché hanno decine e decine di amici virtuali, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di sfigati".

Ed è proprio la definizione di sfigati quella che non piace a chi utilizza Facebook al punto tale che, a meno di 24 ore dalle dichiarazioni degli esperti (riportate anche dal blasonato Corriere.it), sono già nati dei gruppi, chiaramente all’interno di Facebook.

Il più frequentato è Corriere della Sera 22/10/2008: Facebook è per gli sfigati! creato da Alessandro Pasquali e Leonia Marinacci che in questo modo vogliono "dimostrare tutto lo sdegno e la cattiva comunicazione imperante nel nostro Paese".

Riusciranno i nostri eroi a far cambiare idea agli esperti?