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12 Dec

Facebook è un pericolo per i più giovani

24 febbraio 2009
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Facebook, secondo Susan Greenfield del Lincoln College di Oxford, è pericoloso per i più piccoli in quanto ne impoverisce le attività cognitive limitandone la capacità di attenzione, concentrazione, di empatia e inducendo un senso di identità precario.

"Se un giovane cervello è esposto sin dall’inizio ad un mondo caratterizzato da azioni e reazioni veloci, di immagini improvvise che compaiono sullo schermo con il tocco di un tasto, esso potrebbe adeguarsi ad operare in base quei ritmi. Trasferito nel mondo reale un tale comportamento potrebbe risultare nel cosìdetto disordine da deficit di attenzione", ha spiegato la ricercatrice.

Secondo Susan Greenfield il cervello si abituerebbe all’immediatezza dell’esperienza a scapito dell’apprezzamento delle conseguenze di un’azione.

Infine, ha dichiarato la ricercatrice, l’uso eccessivo dei social network agisce nel cervello alla stessa maniera delle sostanze illegali, dei disturbi alimentari e del gioco d’azzardo.

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