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Stai per essere licenziato? FireMe è il sito che ti aiuta a scoprirlo

27 marzo 2013
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Avete mai pensato che un tweet potrebbe costarvi la carriera? Ebbene, per quanti ancora hanno difficoltà ad afferrare il potenziale catastrofico di una parola spesa male nell’universo dei social media, arriva FireMe!.

L’applicazione, messa a punto da un gruppo di ricerca dell’Università di Hannover, ha il compito di scovare i commenti negativi su impieghi e datori di lavoro, e di classificare il potenziale licenziamento dell’incauto autore. Ma non finisce qui, perchè oltre a ‘schedare’ i tweet, l’applicazione ha anche il compito di avvertire gli utenti incriminati, mettendoli al corrente del potenziale esito del loro sfogo online.

Come spiegano gli inventori, infatti, il fine della loro invenzione è quello di aumentare la consapevolezza sui pericoli delle informazioni pubbliche online. “La maggior parte della gente” – scrivono sul sito – “non si rende conto che, su Internet, una volta detto qualcosa non c’è modo di cancellarlo”.

Sul sito c'è addirittura la lista dei tweet ‘inappropriati’, dalle semplici lamentele ai veri e propri propositi omicidi. I tweet colpevoli sono infatti divisi in quattro categorie: "Haters", "Horrible Bosses", "Sexual Intercourses" e "Potential Killers", con una pagina dedicata ai primi in classifica nella corsa verso il licenziamento.

Infine “FireMe!” offre la possibilità di controllare l’attuale punteggio del nostro account, per conoscere la percentuale di possibilità che i nostri sproloqui ci portino dritti dritti al benservito. E tanto per la cronaca, io sono già all’un percento...

Kimberley Ross

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