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17 Dec

Google Adsense poco chiaro finisce sotto accusa

La Redazione - 12 marzo 2010
La Redazione
12 marzo 2010
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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di estendere l’istruttoria per possibile abuso di posizione dominante, avviata nei confronti di Google l’estate scorsa, alle condizioni imposte in Italia agli editori dei siti web nei contratti di intermediazione per la raccolta pubblicitaria online.

Sotto indagine sono le condizioni contrattuali imposte ai siti web per la raccolta pubblicitaria online che secondo l’Autorità "non consentono agli editori di siti web affiliati di conoscere in maniera chiara, dettagliata e verificabile elementi rilevanti per la determinazione dei corrispettivi loro spettanti". Il provvedimento è stato esteso anche alla società Google Ireland Limited.

In particolare a finire sotto il mirino è Google AdSense "un programma di affiliazione attraverso il quale i proprietari di siti internet possono vendere spazi pubblicitari utilizzando Google come intermediario", stipulato con la società Google Ireland Limited, alla quale l’Antitrust ha appunto esteso l’istruttoria già avviata il 26 agosto.

In base a questo contratto, scrive l’Antitrust, "gli utenti del programma AdSense ricevono come corrispettivo somme determinate da Google di volta in volta a sua assoluta discrezione; Google non assume alcun obbligo di comunicare come tale quota sia calcolata; i pagamenti sono calcolati esclusivamente sulla base dei registri tenuti da Google; Google può inoltre modificare in qualsiasi momento la struttura di determinazione dei prezzi e/o dei pagamenti a sua esclusiva discrezione".

Per l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, dunque, "nei contratti conclusi dagli editori per l’affiliazione al programma AdSense la percentuale di revenue-sharing ad essi spettante è definita senza che Google fornisca alle controparti elementi utili a verificare la determinazione dei corrispettivi effettivamente percepiti".

"L’assenza di trasparenza e verificabilità su informazioni necessarie per valutare l’attività di intermediazione svolta in concreto da Google", conclude l’Antitrust, "incide significativamente su aspetti rilevanti dell’attività commerciale e imprenditoriale degli editori che aderiscono al programma AdSense, ostacolando, ad esempio, la pianificazione dello sviluppo e del miglioramento dei propri siti web nonché l’apprezzamento della convenienza di eventuali altre offerte provenienti da intermediari concorrenti".

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