Google Chrome, modificata la licenza

Chrome, il nuovo browser di casa Google, continua ad attirare l’attenzione di tutti e soprattutto di quanti pensano che la propria privacy sia in pericolo.

Così Electronic Frontier Foundation se la prende con Mountain View sostenendo che il nuovo servizio diventerà ben presto "l’ennesima cinghia di trasmissione di informazioni private sul nostro uso del Web dentro i forzieri di Google".

Ma Google ha fatto sapere che non ha intenzione di conservare più del 2% dei dati scambiati tra il suo browser e i suoi server: una percentuale che però è tutt’altro che irrilevante se si pensa alla grande mole di dati scambiati e soprattutto all’alta percentuale di utilizzatori del browser.

E lo stesso colosso di Mountain View ha fatto inoltre sapere di aver modificato la parte del contratto di Chrome in cui si riservava il diritto di aggiornare o correggere automaticamente senza possibilità di intervento da parte dell’utente; i suddetti diritti sarebbero così stati lasciati nella mani dell’utente dopo una "svista" interna che avrebbe sbagliato a inserire quei termini all’interno di quella specifica licenza, pensata invece per altri prodotti.

Intanto i navigatori continuano a testare Chrome e l’indice di gradimento è già oltre l’1% che se paragonato all’indice di gradimento di Internet Explorer sembra cosa da poco (siamo a circa l’80%), in realtà rende bene l’idea di quanto ogni novità tirata fuori dal cilindro di Google riesca in qualche modo a calamitare l’attenzione degli utenti di tutto il mondo.

E i responsabili di Mountain View si sono subito detti pronti a lavorare sulla versione di Chrome per Android, integrando in questo delle caratteristiche presenti nel nuovo browser.

Insomma, la Chrome-mania rischia di diventare davvero roba seria!