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18 Dec

Google.com semioscurato dalla Cina

LaRedazione - 26 giugno 2009
LaRedazione
26 giugno 2009
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Dopo tante battaglie, la Cina ha deciso di censurare Google. O perlomeno parte di esso.

Il governo cinese ha oscurato, forse temporaneamente, molti dei siti web e dei servizi (Gmail, Google Docs eccetera) del colosso di Mountain View, e non solo della sua versione cinese ma anche di quella inglese.

La ragione risiede nella quantità di contenuti pornografici, osceni e volgari che vanno contro le leggi della Cina, ha detto il Ministro degli Affari Esteri Qin Gang. 

Questa però sembra essere soltanto la ragione apparente.

La vera ragione, come alcuni blogger e giornalisti sostengono, sta nel voler censurare parte dei contenuti che il governo ritiene, per così dire, "troppo democratici", e vorrebbe farlo con il software Green Dam.

Questo è stato creato ufficalmente per bloccare la pornografia online, e dovrebbe essere preinstallato in tutti i computer prodotti in Cina e in America a partire dal primo luglio.

Ma gli U.S. non ci stanno, e a rimetterci è Google.com.

Considerando infatti i 200 milioni di utenti cinesi, se Beijing decidesse di oscuurare definitivamente Google.com, per Google sarebbe una perdita enorme.

Comunque, la disputa tra Google e il governo cinese dura già da un po’.

Tempo fa la Cina aveva "chiesto" a Google.cn di eliminare dalle sue pagine i link ai siti pornografici, perché lo accusava di non essere dotato di filtri abbastanza forti da regolare la pornografia online.

La versione cinese del motore di ricerca si era così rifatto l’aspetto.

Prima di tutto, Google.cn aveva temporaneamente rimosso il Google Suggest, quella funzione che consiglia le parole chiave legate alle iniziali della parola digitata dall’utente. Secondo poi, erano stati rimossi i radio buttons, dei bottoni che offrono opzioni sulla lingua e sul luogo di preferenza.

Si era inoltre parlato di un sistema automatico, in via di sviluppo, in grado di rimuovere i link "pornografici" direttamente dalla pagina dei risultati.

Insomma, Google.cn si era quasi autocensurato per evitare una censura più grande da parte del governo. Ma alla Cina questo non è bastato. Perché?

Perché, ovviamente, si sono accorti che bastava andare sulla versione inglese di Google per poter accedere ai contenuti tabù, e la censura è ugualmente partita, colpendo la versione del motore di ricerca che sembrava essere intoccabile.

Sembra che la lotta alla pornografia online si stia trasformando in qualcosa di enorme, che nasconde forse degli interessi economici e/o  al momento difficili da individuare.

Come andrà a finire?

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