Il Web condiziona gli acquisti

Secondo l’annuale ricerca di European Interactive Advertising Association (Eiaa), dopo una ricerca su Internet il 40% degli acquirenti online europei cambia idea sui marchi da acquistare.
Lo studio ha comportato 7.008 interviste telefoniche casuali con oltre 1.000 intervistati rispettivamente in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Italia e area baltica, e 500 intervistati rispettivamente in Belgio e Olanda. Le interviste sono state condotte nel mese di settembre 2007.

Gli inglesi sono più influenzati dalle informazioni disponibili su Internet (49%), mentre gli italiani sono tra quelli che più difficilmente cambiano idea (27%); tra i consumatori più volubili figurano i danesi (48%) e i norvegesi (44%), mentre l’Italia si avvicina alle abitudini della Spagna (34%) e della Germania (36%).

Oltre la metà (59%) degli acquirenti online considera i siti Web di marchi noti una fonte importante di informazioni per la ricerca o la valutazione di un prodotto o servizio mentre i motori di ricerca sono considerati più utili (76%) delle segnalazioni personali (72%); il 61% considera i siti Web con i confronti di prezzi un’utile fonte di informazioni, mentre il 57% legge le recensioni dei clienti dei siti Web per agevolare la scelta.

La percentuale di acquirenti online di prodotti e servizi specifici è aumentata in modo significativo dal 2006, con un aumento del 33% per l’acquisto di cellulari, del 22% di prodotti finanziari, del 18% di mobili, del 13% di accessori per auto e dell’11% di pacchetti vacanze; l’acquisto online sia di prodotti elettronici sia di biglietti per spettacoli cinematografici è quantitativamente aumentato del 10%.

Secondo la ricerca, gli acquisti online più diffusi sono rappresentati dai biglietti di viaggio (54%), seguiti da pacchetti vacanze (42%), libri (40%), biglietti per concerti/teatri/festival (38%), abbigliamento (33%) e prodotti elettronici (33%); la ricerca evidenzia anche le differenze tra i sessi negli acquisti online, con le donne più orientate all’acquisto di abbigliamento (40% contro il 27% degli uomini) e pacchetti vacanze (46% contro il 38% degli uomini), mentre gli uomini più orientati all’acquisto di dispositivi high tech (39% contro il 27% delle donne) e CD (25% contro il 20% delle donne).